Alzheimer, al Castello esperti a confronto
Alzheimer, al Castello esperti a confronto

«“Prospettive psicosociali per le persone con demenza, per i loro familiari e la comunità” è stato questo il titolo del convegno monotematico or­ganizzato dall’Associazione Falanthra e AlzheimerPiù in collaborazione con il Comune di Taranto, l’ASL e CSV Ta­ranto svoltosi nella giornata di sabato al Castello Aragonese. Nel convegno si è spiegato come il termine demenza abbia un significato ampio che indica patolo­gie molto varie di natura degenerativa, traumatica e vascolare che si verificano frequentemente perchè legate sostanzial­mente all’invecchiamento della popola­zione. Bisogna sfatare però il mito che con la vecchiaia vi sia necessariamente demenza, questa è solo un fattore di ri­schio. La demenza più difusa è la malat­tia di Alzheimer che incide nel 60% dei casi, di questa esiste anche una variante giovanile ma con una minore casistica.

Alzheimer, al Castello esperti a confronto
Alzheimer, al Castello esperti a confronto

Tra i numerosi interventi scientifici quel­lo del prof. Vincenzo Costigliola, Pre­sidente EMA Bruxelles, che ha eviden­ziato come paziente, famiglia, caregiver e società siano i quattro pilastri su cui costruire la cura della demenza. Quan­do la famiglia non riesce a far fronte alla malattia deve supplire la società civi­le. È noto come i farmaci esistenti non servano a bloccare la malattia ma solo a rallentarla e dopo un certo tempo di­vengano inefficaci. A un certo punto la persona con demenza sviluppa disturbi del comportamento quali agitazione e aggressività non tanto leati alla malat­tia ma a fattori esterni quali la difficoltà di comunicare o ricordare. La demenza è una malattia molto lunga, può durare molti anni, dieci, quindici, venti, anni in cui la persona perde progressivamente non solo le capacità cognitive della me­moria e dell’orientamento ma anche la capacità di fare le cose, per questo hanno bisogno di essere supportate. È un pro­blema di cui la società si deve farsi cari­co perchè i casi stanno aumentando e le persone hanno bisogno di aiuto. A que­sto proposito, in apertura di convegno Teresa Nicoletti, Responsabile Sociale di Territorio Direzione Politiche Sociali e Relazioni Terrritoriali di Coop Alleanza 3.0 ha sottolineato come Coop Alleanza 3.0 in coerenza con il suo sistema di va­lori e di impegno nel sociale ha scelto di sostenere in modo attivo per tre anni la ricerca nel progetto AirAlzh, alla ricerca di un domani senza Alzheimer attraver­so la campagna “Nn ti scordar di te” che ha selezionato ogni anno un paniere di prodotti diversi su cui una percentuale del profitto è stato andato a finanziare la ricerca per sostenere 25 giovani scien­ziati di altrettante università italiane di eccellenza.

Il prof. Andrea Fabbo, Ge­riatra, direttore UOC Disturbi Cognitivi e Demenze AUSL Modena ha poi spie­gato come oggi vi siano molti studi che dimostrano che la cura dell’Alzheimer non è solo farmacologica (non ci sono farmaci che fanno eliminare la malat­tia) ma è possibile curarla nel senso di rallentarla facendo una serie di interven­ti che mantengono attiva la persona. In questo modo si ritarda la disabilità e la non autosufficienza, riducendo l’impatto sui servizi pubblici che dovrebbero con­siderare la demenza tra le loro priorità. Oggi infatti si registrano molti ricoveri di persone con demenza che accedono al pronto soccorso o a strutture sanitarie quando la famiglia non può sostenerne il costo, sarebbe opportuno iniziare a svi­luppare una serie di politiche e di aiuti per poter mantenere l’anziano in casa aiutandolo e stimolandolo. Associazio­ni, stimolazioni cognitive, terapie occu­pazionali, laboratori servono non solo a far uscire le famiglie dall’isolamento ma anche a rallentare il corso della malattia.

Quanto alle possibilità di prevenzione della malattia il prof. Fabbo ha poi chia­rito come la demenza si possa prevenire mantenendo uno stile di vita adeguato in età adulta che è lo stesso per la preven­zione di altre malattie croniche ossìa fare una vita attiva, tenere una alimentazio­ne adeguata, fare attività fisica, curare la pressione e il colesterolo, mantenersi attivi col cervello, conservare degli inte­ressi oltre ad allontanarsi dal principale fattore di rischio della demenza che è la solitudine.

 

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