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Stazione Nasisi, la Regione “sollecita” la Provincia

Nei giorni scorsi l’affondo del Comune

La stazione Nasisi
La stazione Nasisi

«Invitiamo l’Ammi­nistrazione provinciale a comuni­care con sollecitudine il Respon­sabile Unico del Procedimento e Cup dell’intervento, in qualità di soggetto attuatore».

La stringata nota firmata dal di­rigente della sezione Infrastrut­ture per la Mobilità, ing. France­sca Pace e dal funzionario arch. D. Stefanelli, lascia poco spazio all’interpretazione. Martedì 1 ot­tobre, infatti, il Dipatimento Mo­bilità, Qualità Urbana, Opere Pub­bliche e Paesaggio della Regione ha scritto alla Provincia di Taran­to per sollecitare l’adozione delle misure previste nell’ambito del progetto “Linea Taranto-Brindisi – nuova Stazione di Taranto Nasisi con terminal intermodale passeg­geri ferro gomma”.

IL PROGETTO.
Lo scorso aprile, il via libera da parte della Giunta regionale alla sottoscrizione del disciplinare fi­nalizzato a regolare i rapporti tra la Regione Puglia e Rete Ferro­viaria Italiana per la realizzazio­ne del progetto. «Si tratta di un intervento del valore complessivo di 15 milioni di euro e di grande valore strategico per tutta la pro­vincia jonica dal momento che, come noto – evidenziò l’assessore regionale allo Sviluppo Economi­co, Mino Borraccino, a margine del disco verde dell’Esecutivo re­gionale – la località ferroviaria di Taranto-Nasisi è oggi dotata di un solo binario e non è più abilitata a servizio viaggiatori, ma la sua po­sizione molto vicina al quartiere “Paolo VI” la rende ideale per l’in­terscambio tra i servizi ferroviari e i numerosi servizi extraurbani su gomma. Per questo sarà realizzata la nuova stazione, oltre al piazza­le antistante adibito anche a par­cheggio che sarà necessario per garantire l’accesso dei viaggiatori in stazione».

L’intero progetto, che sarà rea­lizzato da Rfi, è completamen­te finanziato a valere sul Fondo Sviluppo e Coesione 2014-2020 e rientra tra gli interventi previ­sti nell’ambito del “Patto per lo Sviluppo della Regione Puglia” sottoscritto con il Governo. «Con ulteriori 7 milioni di euro, già stanziati nell’ambito dello stes­so Patto, sarà possibile realizza­re ulteriori interventi accessori di miglioramento della viabilità stradale esistente, che renderanno più sicuri e più efficienti i colle­gamenti con il nuovo terminal – spiegò l’assessore Borraccino. Si tratta di un progetto di ampio respiro, lungamente atteso da Ta­ranto e da tutto il territorio jonico perché consentirà di potenziare i collegamenti ferroviari puntando sulla intermodalità ferro-gomma al fine di incentivare l’uso di mez­zi alternativi all’auto privata, dal momento che la stazione Nasisi possiede l’ubicazione ottimale per assicurare una buona accessibilità dalla parte sud-orientale del terri­torio, grazie al sistema di viabilità cui è collegata».

LA POLEMICA.
Nei giorni scorsi il Comune di Taranto ha lanciato accuse all’indi­rizzo della Provincia anche per ciò che attiene il progetto riguardante la stazione Nasisi.

«Aggiornata “sine die” l’ennesima convocazione presso Palazzo di Città della conferenza di servizi interistituzionale che avrebbe po­tuto affrontare alcune questioni assai sentite e non più procrastina­bili dalla comunità ionica – hanno evidenziato dall’amministrazione comunale – a cominciare dai dos­sier relativi a Palazzo Archita, alla viabilità della Marina di Taranto e della Stazione Nasisi, all’edilizia scolastica degli istituti secondari del capoluogo, alle compensa­zioni ambientali che ammontano a 6 milioni di euro, persino alla sicurezza della S.P. 48. In propo­sito, ha espresso grande ramma­rico l’assessore ai Lavori Pubblici Ubaldo Occhinegro, puntualmen­te presente al tavolo insieme al sindaco di Taranto Rinaldo Me­lucci e alla struttura tecnica del Civico Ente». «Purtroppo – ha detto l’assessore – anche in questa occasione è mancata ingiustifica­tamente all’importante appunta­mento la parte politica dell’ente Provincia, determinando nei fatti l’impossibilità di assumere deci­sioni concludenti sul copioso ordi­ne del giorno. Al di là dell’inerzia che di riflesso si induce alla ormai spedita programmazione del Co­mune di Taranto, il vero danno è tutto per i cittadini ionici».

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