25 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 25 Ottobre 2020 alle 12:51:42

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Una piazza, due nomi a Taranto

La nostra rubrica sulla “tarantinità”


Questa settimana il prof. Antonio Fornaro appro­fondirà per la nostra rubrica le festività in onore della Madon­na del Rosario, di San Giovanni XXIII e di San Bruno.

La Chiesa ricorda altri santi: Sant’Adalgiso di origine longo­barda che fu per 18 anni vesco­vo di Novara, Santa Reparata, originaria della Palestina che fu martirizzata a soli 12 anni, San Gisleno, monaco greco che operò in Belgio ed è invocato contro l’epilessia, San Daniele che fu mandato in Marocco da San Francesco d’Assisi e che fu decapitato con i suoi compagni, San Serafino, umile cappuccino analfabeta che coltivò miraco­losamente il suo orto ricavando il necessario per sfamare i po­veri di Montenagranaro, di cui è patrono.

Si ricorda anche Sant’Edoardo Re, il cui etimo significa custo­de della proprietà.

La Chiesa festeggia la Madon­na sotto i titoli di Madonna Del Popolo, Del Rosario, Del Mira­colo, Del Belvedere, Del Latte Dolce e Delle Spine.

Questi i detti: “Chi segue chi è prudente non si pente”, “Pec­cato vecchio, penitenza nuova”, “Barca inclinata, pesce porta”, “Una volta passa Cristo davanti alla porta”, “Preti e musicanti campano per Cristo tutti quan­ti”, “A mare vantato non pesca­re”.

Fornaro ricorda che San Bru­none era un francese nato nel 1030 e morto nel 1101. A lui è intitolato dal 1837 il Cimitero di Taranto. Si ritirò a vita privata in una certosa e fondò l’Ordine dei Certosini. Fu santificato da Leone X. I certosini vennero a Taranto tra il 1626 e il 1634, ma i loro beni furono dati in affit­to alla famiglia di Cataldo Nit­ti nel 1820. Oggi della vecchia Certosa resta soltanto la Chie­sa in grave stato di pericolo di crollo.

All’interno della stessa c’è un altare barocco con due grosse colonne, invece sono scomparsi l’antico chiostro e le abitazioni dei monaci.

San Giovanni XXIII, già papa dal 1958 al 1963 è diventato santo nel 2014. Nel 1962 inau­gurò il Concilio Ecumenico Va­ticano II.

E’ ricordato come il Papa della carezza ai bimbi e della visita ai carcerati e agli ammalati.

Papa Roncalli celebrò la Messa nel Cappellone di san Cataldo il 15 novembre 1922.

A Taranto a Giovanni XXIII è dedicata quella che i tarantini ancora chiamano impropria­mente Piazza Carmine. Nella stessa la Fuci di Taranto pose una lapide marmorea.

Fornaro ricorda che dal 1888 ad oggi la Piazza ha cambiato cin que volte denominazione: Piaz­za Massari, Piazza XI Febbra­io, Piazza Della Conciliazione, Piazza Del Carmine e Piazza Giovanni XXIII.

Oggi, 6 ottobre, si festeggia la Madonna del Rosario.

Dal 1996 dalla Chiesa di San Domenico si svolge la Proces­sione con la statua della Vergi­ne. Questa mattina alle 9 la sta­tua verrà portata in processione per le strade della Città Antica. Alle 11.30 entrerà nel Santua­rio della Madonna della Salute dove sarà celebrata la Messa seguita dalla supplica alla Ma­donna del Rosario.

Alle 12.30 la statua ritornerà nella Chiesa di San Domenico. La Confraternita del Rosario di Taranto fu fondata nel 1571 e di essa fecero parte Sant’Egidio e suo padre Cataldo Pontillo.

A Taranto nella Chiesa del Car­mine la cappellina di destra è intitolata alla Madonna di Pom­pei. Anche in via Cesare Battisti, all’altezza del deposito dell’A­mat, si trova una cappella della Madonna del Rosario.

Nella Diocesi di Taranto nume­rose confraternite sono intito­late alla Madonna del Rosario. Particolari festeggiamenti si svolgono a Castellaneta, Statte, Talsano e Montemesola.

Oggi festeggiano il loro onoma­stico le donne che si chiamano Rosaria e i maschi che si chia­mano Mariano.

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