19 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Aprile 2021 alle 15:35:44

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Lanciato un appello per salvare il vecchio mulino

Dal gruppo Fb Talsano e Talsanesi - U’ Calavrèse nuev
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Il comitato civico “Talsano U’ Calavrèse” lancia un appello per la salvaguardia del vecchio mulino ubicato in via Settembrini, a pochi metri dal corso principale. Costruito verso la fine degli anni trenta, è l’unico impianto in zona a conservare i macchinari originari che, con una manutenzione adeguata, potreb­bero essere messi in condizioni di funzionare.

Dal gruppo Fb Talsano e Talsanesi - U’ Calavrèse nuev
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Primo proprietario fu France­sco Perrini il quale, verso metà degli anni quaranta, lo cedette a Giovanni Viccari, suo paren­te, trasferitosi appositamente da Massafra per continuare l’attività. In quel tempo numerosi erano gli agricoltori provenienti dai pae­si vicini che si servivano di quel mulino (l’unico rimasto in attività in zona) per macinare il grano dei propri terreni, portandolo alla la­vorazione con i carretti trascinati dai cavalli. Il tutto durò fino alla fine degli anni settanta, con la ces­sazione dell’attività. Alla morte del proprietario, il manufatto pas­sò in eredità ai figli, Nicola, Fran­cesco, Maria Teresa e Antonio, che recentemente l’hanno posto in vendita. C’è quindi il rischio che l’eventuale acquirente (già diverse le richieste pervenute) possa deci­derne l’abbattimento in favore di una nuova costruzione. E Talsano perderebbe così un’altra porzione della sua storia. Perciò il comita­to civico “Talsano U’ Calavrèse” ha inviato una lettera al sindaco Rinaldo Melucci e alle autorità competenti affinché l’amministra­zione civica possa valutarne l’ac­quisto con annessa l’attrezzatura. Il mulino (viene suggerito) potreb­be diventare sede della biblioteca di quartiere e di un piccolo museo della civiltà contadina, con la pos­sibilità, altresì, di effettuare dimo­strazioni pratiche, alle scolaresche in visita, delle fasi di lavorazione una volta in uso.

Inoltre il comitato civico sensibi­lizza i talsanesi e le locali associa­zioni culturali ad attivarsi per non perdere un’altra importante por­zione della propria storia, costitu­ita dalle masserie del ‘600 e dai “casini” (ville signorili) dell’800, sparse su tutto il territorio di Tal­sano – Lama e San Vito, concen­trate per la maggior parte nelle contrade di San Donato e Palum­bo., alcune delle quali abbandona­te e prossime al crollo.

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