Cronaca News

La cantante stalker è incapace di stare in giudizio

Depositata la perizia psichiatrica nel processo al mezzosoprano

Il fermo della cantante stalker
Il fermo della cantante stalker

Incapace di stare in giu­dizio e socialmente pericolosa. Così la perizia dello psichiatra definisce, in sin­tesi, la cantante giapponese accusata di stalking da un famoso direttore d’orche­stra.

Il perito Francesco Scapati, nominato dal giudice monocratico del Tribunale di Taranto Paola D’Amico, ha depositato ieri la perizia rispondendo ai quesiti del­lo stesso giudice sulla capacità di stare in giudizio dell’imputata.

Aiko Myamoto, 29 anni, è finita sotto processo con l’accusa di aver persegui­tato ripetutamente il maestro Sesto Qua­trini inseguendolo in lungo e in largo per la Penisola e persino in altri Paesi del mondo nei quali si spostava per impe­gni professionali. L’ultima tappa del suo viaggio è stata Martina Franca, a luglio scorso, dove era in pieno svolgimento il Festival della Valle d’Itria. Il maestro era impegnato nella direzione dell’ope­ra lirica di maggiore interesse mediatico della rassegna internazionale, l’Ecuba di Manfroce, andata in scena la sera del 29 luglio davanti alle telecamere di Rai 5 e in diretta su Radio 3.

Secondo l’accusa, la mezzosoprano, mal­grado un provvedimento di divieto del gip del Tribunale di Piacenza, emesso nei suoi confronti per precedenti episodi, ha frequentato i luoghi in cui si trovava il maestro, violando quindi le disposizioni dell’autorità giudiziaria. Sorpresa prima dagli agenti del locale Commissaria­to (che avevano chiesto il foglio di via) e poi, per due volte, dai Carabinieri, la sera del 29 luglio gli stessi militari della Compagnia di Martina l’hanno rintrac­ciata in un bagno nel Palazzo Ducale, in cui si era nascosta e l’hanno arrestata. Il tutto è avvenuto mentre a poche decine di metri andava in scena l’opera lirica di­retta dal maestro scortato dai carabinieri in borghese.

Sottoposta ai domiciliari da luglio scor­so, la giovane cantante, già studentessa dell’accademia “Rodolfo Celletti” della Fondazione Paolo Grassi di Martina, è stata sottoposta a perizia su richiesta del suo difensore, avvocato Gaetano Vitale. Stando agli accertamenti medici, non è consapevole dei fatti commessi e non può partecipare coscientemente al pro­cesso e quindi di difendersi dalle accuse. Un’incapacità non ritenuta irreversibile.

Inoltre, il medico non esclude che la donna possa tornare a commettere re­ati perché affetta da disturbi patologici paranoidi di tipo persecutorio. Rilievo, quest’ultimo, che potrebbe comportare ulteriori provvedimenti nei suoi confron­ti. Ma su questo come su altri aspetti de­ciderà l’autorità giudiziaria.

Il perito deporrà in aula il 23 ottobre prossimo. In quella circostanza occor­rerà verificare eventuali richieste delle parti, in giudizio il maestro Quatrini si è costituito parte civile attraverso l’av­vocato Giuseppe Campanelli (del foro di Roma) ed è stato anche sentito in aula come teste in una precedente udienza. Poi sarà il giudice D’Amico a trarre le conclusioni sulla base della perizia e del­la deposizione del medico. Conclusioni che potrebbero andare in direzione della conclusione del processo se l’esame in aula confermerà l’incapacità di parteci­pare coscientemente al processo dell’im­putata. Quello in corso a Taranto è solo uno dei processi a carico della cantante dopo quello di Piacenza.

 

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