20 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Aprile 2021 alle 08:05:06

Cronaca News

Processo Game Over, arrivano gli sconti di pena

Nuova sentenza in Appello per un giro di droga in Città Vecchia, Tamburi e Paolo VI

Il Tribunale di Lecce
Il Tribunale di Lecce

Pene ridotte dalla Corte d’Appello di Lecce nel processo “Game Over” su un giro di droga tra la Città Vecchia, Tamburi e Paolo VI. La Corte di Cassazione aveva accolto i ricorsi presentati da undici imputati. Per i giudici della Suprema Corte le undici condanne di secondo grado erano da rideterminare in un nuovo processo d’Appello. Per altri sette imputati il ricorso era stato respinto o dichiarato inammissibile. Per Cosimo Morrone, ritenuto il promotore del gruppo, da sedici anni a quattro anni e otto mesi, per Michele Mottolese da quattro anni e otto mesi a due anni e quattro mesi, per Alberto Cesario, a un anno e mezzo con pena sospesa. I tre sono difesi dagli avvocati Salvatore Maggio e Angelo Casa.

Per Cosimo Galasso riduzione a un anno e quattro mesi con pena sospesa, per Filippo Sebastio (difeso dall’avvocato Fabrizio Lamanna), a due anni e quattro mesi, per Giuseppe Blè a un anno e quattro mesi con pena sospesa, per Michele D’Erchia a due anni e mezzo, per Alessandro Fago ad un anno, per Aldo Solfrizzi a due anni. Nel collegio di difesa anche gli avvocati Fabio Cervellera, Andrea Silvestre e Mirko Porsia. A gennaio del 2006 furono eseguite 28 ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del tribunale di Lecce, su richiesta della Dda, nei confronti degli appartenenti a due gruppi dedito al traffico di sostanze stupefacenti. Cinque finirono in carcere e venti agli arresti domiciliari. Per tre, invece, era scattato l’obbligo di dimora. Gli arrestati erano ritenuti responsabili a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata all’illecita detenzione, trasporto e commercio di ingenti quantità eroina, cocaina e hashish. L’arresto di un corriere della droga trovato in possesso di quattro chili di eroina purissima, intercettato dagli agenti della Squadra Mobile di Taranto nel novembre del 2011 aveva dato il via all’indagine. Dopo l’arresto del 2011 la Squadra Mobile tarantina iniziò ad indagare atraverso intercettazioni telefoniche, ambientali, appostamenti e pedinamenti ed emerse l’attività delle due bande di spacciatori. La prima, quella più importante, era attiva nei quartieri Tamburi e Paolo VI, mentre l’altra agiva in monopolio nei vicoli della Città Vecchia.

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