24 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Settembre 2021 alle 21:49:00

Cronaca News

«Adesso Arcelor Mittal cambi passo»

Biagio Prisciano (Fim Cisl): «La fabbrica necessita di un immediato rilancio»

Arcelor Mittal
Arcelor Mittal

«Occorrono co­raggio e lungimiranza, la fab­brica necessita di un immediato rilancio».

Il segretario generale aggiunto della Fim Cisl Taranto Brindi­si, Biagio Prisciano ritiene che il gruppo ArcelorMittal debba esprimersi in modo più incisi­vo in termini di occupazione e sviluppo industriale, sia per quanto riguarda il risanamento ambientale che la messa a nor­ma degli impianti.

«È giunto il momento di dare risposte concrete alla città e ai lavoratori.

Ad un anno dal passaggio da Ilva ad ArcelorMittal – com­menta Biagio Prisciano – ancora non si è registrato nulla di nuo­vo all’interno della fabbrica.

È necessario un cambio di pas­so finalizzato alla riapertura de­gli impianti – come i Tubifici e più in generale la Laminazione, un tempo fiore all’occhiello del sito tarantino – ormai da anni fermi.

Come Fim Cisl denunciamo l’assenza di programmazione e di conseguenza delle scelte fi­nalizzate all’attuazione dei pro­grammi di rilancio».

«È una fase di stallo che va su­perata. Ora – fa notare Priscia­no – non ci sono più alibi. I dub­bi del recente passato sembrano definitivamente fugati, specie dopo gli ultimi provvedimen­ti relativi al blocco di Afo2 e all’immunità penale. L’altofor­no 2, che avrebbe provocato una riduzione dei livelli produttivi e inevitabili conseguenze sul pia­no occupazionale – come stabi­lito dal Tribunale del Riesame di Taranto – almeno per il mo­mento non verrà spento. Anche il decreto “Salva-Ilva” è arri­vato dopo una lunga e incerta attesa, scongiurando la chiusura dello stabilimento di Taranto minacciato da ArcelorMittal. La multinazionale ha incassato la norma sull’immunità del Pia­no ambientale, cancellata dal “decreto imprese”».

Prisciano poi aggiunge: «È il momento che all’interno della fabbrica si diano certezze ai la­voratori. La Fim Cisl, con forte senso di responsabilità, ha in­vestito sul futuro scegliendo la via della produttività sostenibi­le, puntando sull’acciaio, sulla qualificazione della fabbrica e sulla salvaguardia dell’ambien­te. Ma adesso abbiamo bisogno di un forte intervento del gover­no, perché sia sui grandi inter­venti che sulle emerge in corso, non possiamo più aspettare».

Il segretario generale aggiunto della Fim Cisl Taranto Brindisi, a tal proposito, riprende l’accor­do siglato al Mise il 6 settembre 2018 e relativo addendum, con cui si è sancito il passaggio da Ilva in AS ad ArcelorMittal.

«All’interno dell’accordo – evi­denzia Prisciano – sono inseri­te le verifiche periodiche dello stesso. Per cui, alla luce anche del recente avvicendamento avvenuto al dicastero dello Svi­luppo Economico tra l’uscente Luigi Di Maio e il subentrate Stefano Patuanelli in rappresen­tanza del nuovo governo giallo-rosso, è quanto mai necessario riprendere il confronto. Anche perché in fabbrica la Cassa in­tegrazione ordinaria continua e all’orizzonte non si vede nulla di roseo. Contestualmente ci sono sempre 1600 lavoratori di Ilva in Amministrazione Stra­ordinaria in Cassa integrazione straordinaria, per i quali, dopo le ripetute sollecitazioni, la Re­gione Puglia ha sbloccato i corsi di riqualificazione professiona­le che partiranno entro il mese di novembre 2019».

Per Biagio Prisciano, è neces­sario passare – dopo la fase che vede il rinnovo del contratto na­zionale metalmeccanico – subi­to alla stesura della piattaforma integrativa di secondo livello.

«Prima in Ilva ora in Arcelor­Mittal la contrattazione di se­condo livello è ferma al 2010. Serve rivedere una serie di ac­cordi per garantire sicurezza ai lavoratori.

Nel frattempo siamo impegnati con le assemblee per il rinnovo del contratto collettivo nazio­nale di lavoro di categoria: una piattaforma – precisa l’espo­nente della Fim – importante sia nella parte normativa che in quella economica per un terri­torio gravato da una forte crisi e che necessita di risposte certe sotto il profilo della salute dei cittadini».

Non da meno gli annunci del governo sulla legge per Taranto.

«La provincia di Taranto, i suoi abitanti e i lavoratori attendono da diversi anni nuove dispo­sizioni in tema di tutela della salute: pur in presenza di una mappatura in materia di amian­to, ancora si è fermi ai benefici previdenziali concessi fino al 2003 – conclude Prisciano – no­nostante su più fronti abbiamo sollecitato l’intervento presso gli istituti competenti anche at­traverso azioni di mobilitazio­ne».

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