26 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 25 Settembre 2021 alle 22:33:00

Cronaca News

Xylella, «Olivi monumentali in pericolo»

L’allarme dall’associazione dei tecnici e ricercatori in agricoltura Arptra

Ulivi colpiti dalla xylella fastidiosa
Ulivi colpiti dalla xylella fastidiosa - archivio

BARI – “Xylella, la Piana degli olivi monumentali è in grave pericolo”.

L’associazione regionale dei tecnici e ricercatori in agricol­tura Arptra fa il punto, ad Agri­levante, sullo stato della ricerca in merito all’epidemia che ha colpito gli uliveti.

Alle acquisizioni scientifiche deve affiancarsi un’azione poli­tica tempestiva con indicazioni chiare agli agricoltori.

“La Piana degli olivi monumen­tali, minacciata dalla Xylella, rischia in un tempo non quan­tificabile ma certo non lungo di scomparire.

Una delle risorse paesaggistiche più belle non solo della Puglia ma dell’intera Penisola viene messa in discussione dall’avan­zata del batterio, ma anche dalla difficoltà del sistema politico di intervenire con provvedimenti tempestivi”.

Questo l’allarme scaturito dal talk su “Le buone pratiche e l’innovazione a salvaguardia della piana degli olivi monu­mentali da Xylella fastidiosa”, organizzato dall’Associazione regionale tecnici e ricercatori in agricoltura (Arptra). “Per contrastare la Xylella nella Piana degli olivi monumenta­li non abbiamo altro da fare se non la lotta al vettore attraverso il controllo delle infestanti e l’e­liminazione delle piante infette – ha dichiarato Franco Nigro, docente dell’Università di Bari – dalla ricerca si pretende la risposta risolutiva, senza consi­derare quanto ha fatto la ricerca in appena sei anni sul rapporto fra pianta, patogeno e vettore e riguardo agli aspetti epidemio­logici”.

“Manca la risposta risolutiva per il contenimento del batterio – ha aggiunto Nigro – ma con­siderando il lavoro compiuto in alcuni decenni dalla ricerca americana, è già tanto che in breve tempo siano state indivi­duate due varietà resistenti. Di fronte alla morte certa degli oli­vi, non c’è alternativa all’inne­sto con varietà resistenti. Incer­to è anche il monitoraggio, che cerca oggi il sintomo dell’infe­zione, mentre il tempo di incu­bazione del batterio è di 12-18 mesi!”.

“Fra gli olivicoltori della Piana esiste una consapevolezza pas­siva del problema” ha osserva­to Carmela Riccardi, architetto paesaggista e presidente del Comitato anti-Xylella composto da operatori olivicoli dell’Alto Salento.

“Prima si lamentavano degli olivicoltori salentini – ha detto Riccardi – poi si sono resi con­to che la diffusione del batterio non dipende dalle modalità di conduzione degli oliveti; ora chiedono alla ricerca risposte immediate. Dobbiamo invece capire che cosa fare ora, chie­diamo perciò alla politica di co­operare con noi, di darci indica­zioni precise su come procedere anche per gli innesti”.

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