02 Dicembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 02 Dicembre 2020 alle 06:50:03

Cronaca News

Rotary, gemellaggio tra Taranto Magna Grecia e Matera

La firma del protocollo in occasione della conferenza del Procuratore Pietro Argentino

Angelo Maggi presidente Rotary Club Taranto Magna Grecia, e Angelo Raffaele Braia presidente del Rotary Club Matera
Angelo Maggi presidente Rotary Club Taranto Magna Grecia, e Angelo Raffaele Braia presidente del Rotary Club Matera

E’ stato firma­to dai due presidenti, Angelo Maggio e Angelo Raffaele Bra­ia, il protocollo di amicizia che costituisce il primo atto dell’an­nunciato gemellaggio fra i due Rotary Club, il Taranto Magna Grecia e il Matera.

La “storica” firma è stata appo­sta nel corso di un interclub te­nutosi al Palace Hotel della città dei Sassi. Un interclub organiz­zato per ascoltare la conferenza di un autorevole personaggio che ancora di più unisce le due città, il dott. Pietro Argentino, tarantino, già Procuratore ag­giunto presso il Tribunale di Taranto, e ora Procuratore capo presso il Tribunale di Matera.

Soci e consorti del Club ionico si sono recati a Matera con buon anticipo per godersi una pas­seggiata per la città e la visita a Casa Noha per apprendere tutta la storia dei Sassi.

Alla firma del protocollo erano presenti, come autorevoli testi­moni, il Pastgovernor Domeni­co Lamastra e il componente dello staff del Governatore, An­tonio Braia.

Il tema della conferenza del Procuratore Argentino, “Il ruolo del pubblico ministero in seno alla giustizia” è stato introdotto dal rotariano Giuseppe Galante, già Procuratore a Potenza, che ha messo in luce gli aspetti sa­lienti della questione.

«Il pubblico ministero è un orga­no di giustizia e, come tale, non deve solo accusare, ma anche tutelare l’indagato». Ha esordi­to così il magistrato tarantino, oggi Procuratore della Repub­blica a Matera, che ha fondato la sua dotta conferenza – e non poteva essere diversamente – su tre articoli della nostra Costi­tuzione. Argentino ha messo in evidenza l’art. 112 (l’obbligo di esercitare l’azione penale), l’art. 107 (sulle garanzie stabilite) e l’art. 101 (“La giustizia è am­ministrata in nome del popol­po” e “il giudice è soggetto solo alla legge”). Articoli definiti i cardini del sistema giudiziario italiano. Dopo un interessante excursus storico – dall’origine del pm nella Roma imperiale, alla Rivoluzione francese che determinò il moderno assetto, al Codice Rocco, ai tempi nostri – il Procuratore ha approfondito sui rapporti all’interno di una Procura fra il capo e i sostituti, sui poteri del primo e sull’auto­nomia e dei secondi.

Uno spaccato del pianeta Giu­stizia utilissimo per compren­dere vita e regole di un mondo di cui quotidianamente la cro­naca ci racconta.

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