24 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Settembre 2021 alle 21:49:00

Cronaca News

Marinaio ucciso dall’amianto, agli eredi mezzo milione di euro

Contramianto: «Ottenuto il riconoscimento di “vittima del dovere”»

Arsenale Militare
Arsenale Militare

«L’amianto a bordo era ovunque e l’esposizione alle fibre cancerogene non ha lasciato scampo rimanendo latenti nei polmoni». Contramianto ha ottenuto il riconoscimento di “vittima del dovere” per un marinaio ucciso dall’amianto per mesotelioma. «Giustizia è fatta – è il commento di Luciano Carleo, prsidente di Contramianto e altri rischi onlus – Per quella morte causata dal cancro alla pleura il marinaio ha conseguito lo status di “vittima del dovere”.

La famiglia – assistita da Contramianto – ha chiesto verità per quella morte prematura provocata dall’amianto servendo la patria a bordo di navi coibentate con amianto. Agli eredi aventi diritto andrà complessivamente mezzo milione di euro, tra speciale elargizione di 200.000 euro ed arretrati pensionistici, oltre ad una pensione mensile di 1.600 euro. Il marinaio era stato motorista navale Marina Militare negli anni ottanta su naviglio di base all’Arsenale di Taranto. L’amianto a bordo era ovunque e l’esposizione alle fibre cancerogene non ha lasciato scampo rimanendo latenti nei polmoni. Trent’anni dopo la prima esposizione la diagnosi di mesotelioma, il tumore di certezza provocato dall’amianto, quindi il decesso. Una vita rubata all’affetto dei propri cari, un dolore impagabile ma che ha avuto giustizia».

Il riconoscimento di “vittima del dovere” è giunto al termine di un percorso ostinato di Contramianto che «ha sempre creduto con la famiglia in quel diritto ricostruendo la storia lavorativa del marinaio in ambienti navali inquinati dall’amianto con particolare riguardo ai motori e alle manutenzioni meccaniche. Una storia di morte ed amianto che purtroppo non è unica ma che riguarda moltissimi militari ed operai della Marina, amianto e non solo le cause di patologie anche letali». La Rete di Supporto Sociale Contramianto nel periodo 2007-2019 ha censito prevalentemente nell’area di Taranto, tra lavoratori Arsenale, indotto e Marinai, 337 casi, cancro e malattie invalidanti. In particolare si hanno 209 patologie tumorali delle quali 92 mesotelioma, 83 cancro polmonare, 2 alla laringe e 12 al rene/vescica, questi ultimi in crescita insieme alle 5 Leucemie e alle 2 mielodisplasie, «effetti che riteniamo collegabili alle esposizioni ad amianto, ma anche ad altri cancerogeni e sostanze pericolose, riscontrati anche 3 casi di cancro al fegato, 7 casi di tumore allo stomaco e 3 tumori cerebrali. Tra le 128 patologie non tumorali si registrano prevalentemente placche pleuriche, fibrosi ed asbestosi oltre ad un numero considerevole di ispessimenti». Contramianto ritiene necessario che «si rafforzi il programma di controllo sanitario per gli ex esposti amianto in Marina Militare un controllo periodico per operai e militari che hanno respirato nei decenni le polveri di amianto e che oggi temono per la loro salute, migliaia di lavoratori ai quali va assicurata la tutela sanitaria».

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