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Ucciso un tarantino con 11 colpi di pistola, caccia a un’auto di colore scuro

A Cernusco sul Naviglio l'omicidio di un ex imprenditore

Una gazzella dei carabinieri
Una gazzella dei carabinieri

Il killer che ha ucciso a Cernusco sul Naviglio, il tarantino 63enne Donato Carbone, potrebbe essere fuggito a bordo di una utilitaria di colore scuro. Ha esploso undici colpi di pistola contro l’ex imprenditore edile. Lo ha atteso sotto casa poi, al momento giusto, è entrato in azione. Avvolto nel mistero l’omicidio di Donato Carbone ucciso mercoledì sera sottolo stabile al civico 17 di di via Don Lorenzo Milani dove la vittima abitava da tempo. Il corpo senza vita dell’ex imprenditore di origine tarantine è stato rinvenuto da un residente. L’allarme è scattato pochi minuti prima delle 19 quando un inquilino del palazzo è sceso nei box per prendere la sua auto e ha visto il cadavere dell’uomo.

Sul posto sono piombati i carabinieri della Compagnia di Cassano d’Adda e i loro colleghi del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Milano. Il corpo privo di vita di Donato Carbone era nella sua Mercedes, ferma a poca distanza dal garage. A terra undici bossoli di una pistola calibro 9×21. La vittima è stata centrata al collo e al braccio sinistro. L’incontro tra Carbone e il suo assassino è avvenuto mentre il sessantatreenne stava per parcheggiare la macchina dopo aver fatto la spesa da un fruttivendolo. Il killer ha sorpreso Carbone mentre rientrava in auto, probabilmente c’è stato un primo contato poi la raffica di colpi mentre saliva a bordo. Il 63enne aveva la gamba sinistra fuori dall’abitacolo. Ora i carabinieri stanno dando la caccia all’autore dell’omicidio di Donato Carbone, piccolo imprenditore edile, sposato e padre di una ragazza.

Nel 2015 ha lasciato la sua azienda. I primi accertamenti sono stati eseguiti dagli investigatori dell’Arma sul suo telefonino cellulare e nel suo appartamento. Non sarebbero stati trovati elementi che possano fornire qualche primo ipotetico movente. I militari stanno passando al setaccio i filmati dei sistemi di sorveglianza della zona. Una traccia, però, forse i carabinieri ce l’hanno. Un testimone ha infatti riferito di aver visto una piccola utilitariadi colore scuro allontanarsi proprio dallo stabile di via Don Lorenzo Milani in un’orario che potrebbe essere compatibile con l’omicidio. I carabinieri stanno cercando quella macchina da mercoledì sera: un’autovettura che potrebbe essere stata rubata a settembre scorso in una zona situata tra Bergamo e Brescia. Trovarla potrebbe essere il primo passo per ricostruire i motivi di un omicidio che fino ad ora rimane inspiegabile.

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