24 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Settembre 2021 alle 21:49:00

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Il Maestro Beatrice Venezi racconta il suo disco d’esordio

Il Maestro Beatrice Venezi
Il Maestro Beatrice Venezi

«Sono amante dei Massive Attacks per le loro sperimentazioni di musica elettronica e per le conta­minazioni della loro musica: mio papà ascoltava il rock progressivo».

È l’inaspettata l’ammissione di Beatrice Venezi fatta alla presentazione dell’album “My journey – Puccini’s Sym­phonic Works” in uscita il 18 ottobre.

Il maestro Beatrice Venezi è infatti tra le poche donne al mondo a dirigere orchestre di musica classica a livello internazionale: dall’Italia al Giappone, dalla Bielorussia al Portogallo, dal Libano al Canada, fino all’Argentina.

«È un disco per appassio­nati di musica classica ma accessibile a tutti – ha affer­mato – Ho scelto Puccini che è una delle grandi espres­sioni del Made in Italy, mo­derno per il modo in cui ha affrontato la musica e l’ha portata in scena. La classi­ca in espressione pop nasce dal pop dell’epoca ed è un tornare alle origini: oggi è un’opera di divulgazione per il grande patrimonio aliano che troppo poco conoscia­mo».

Beatrice Venezi si è distinta per la sua professionalità e la sua capacità di essere in­novativa, paladina di femmi­nilità e di italianità, tanto da essere inserita nel 2018 da Forbes nell’elenco dei 100 giovani under 30 leader del futuro.

«Forbes mi ha caricato di una grande responsabilità – ha confessato – Portare avanti questa cosa mi impegna alla mia idea di divulgazione del­la musica, intercettarne l’in­teresse e la curiosità. È però imbarazzante che i giovani non conoscono la musica classica nel Paese del bel canto, perché non sono stati educati in tal senso. Non me lo aspettavo, l’ho scoperto da un tag su facebook men­tre ero in Croazia per un Fal­staff».

Il 7 novembre la Venezi de­butterà in America in un concerto con Andrea Bocel­li a Miami al Seminole Hard Rock Hotel & Casino Hol­lywood, dopo aver diretto l’orchestra dello show “An­drea Bocelli Ali di Libertà” tenutosi lo scorso luglio al Teatro del Silenzio che Rai 1 ha mandato in onda in prima serata.

«L’ho conosciuto un giorno a pranzo Andrea – ha precisa­to – Lui si cimenta in modo diverso dal mio e non è il mio filone: ha contribuito tantis­simo con la sua personalità a divulgare la musica classi­ca nel mondo e mi m sono trovata molto bene a lavora­re con lui».

Il direttore d’orchestra don­na è, in un certo senso, una figura nuova nel panorama musicale italiano e anche in­ternazionale.

«Nell’opinione comune il direttore d’orchestra è un uomo con un atteggiamento autoritario e lo sguardo acci­gliato – ha ammesso – Ma la musica classica è ben altro: la sua bellezza deve tornare ad essere patrimonio di tutti, soprattutto dei più giovani. É la motivazione che mi guida nel definire il mio ruolo ogni giorno; voglio dimostrare la modernità della tradizione e combattere ogni pregiudizio e anche continuare a lavo­rare perché la musica clas­sica sia sinonimo di libertà e bellezza. Ci sono stati poi maestri di fama che hanno dichiarato che la direzione d’orchestra non è proprio storia da donne, a cui man­cano attributi, polso e lea­dership».

 

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