Cronaca News

«A Taranto serve un progetto e imparare a stare insieme»

Parla Carmelo Rollo, presidente di Legacoop Puglia

Carmelo Rollo
Carmelo Rollo

Queste iniziative sono uno stimolo per chi vive il nostro territorio. Nel Mezzogior­no, se abbiamo una visione, riu­sciamo ad ottenere dei risultati».

Carmelo Rollo è il presidente di Legacoop Puglia. Lo abbiamo avvicinato a margine del Gran­de Viaggio Insieme, l’evento che Conad ha organizzato a Taranto nelle scorse settimane. Al Ca­stello Aragonese si parla di agri­coltura, di filiera dell’uva, delle straordinarie potenzialità spesso inespresse di una provincia che ha ancora enormi possibilità di guardare al futuro con fiducia.

«Come movimento cooperati­vo – dice Rollo – siamo legati al Mezzogiorno, ma vorremmo che si crescesse. A proposito devo ag­giungere che negli ultimi tempi sono spesso a Taranto e devo fare i complimenti ai tarantini. Noto un cambio di passo, una mag­giore attenzione e un maggiore rispetto verso la città. Di recente sono stato ad un convegno all’U­niversità, in Città Vecchia. Mi ha impressionato la presenza, segno che l’università sta facendo cose straordinarie. Importante anche l’attenzione della Regione, con manifestazioni musicali, i giochi del Mediterraneo sono importanti per la crescita della città. Ora però serve fare un passo in avanti».

Come?
Serve un progetto. Mi spiego: non si può parlare delle Zes e tenerse­le per sé. Bisogna chiedersi: cosa offriamo all’imprenditore che arriva qui per investire? È inutile litigare su quanto deve essere lar­ga la Zes, pensiamo invece ad in­trodurre degli strumenti: sempli­fichiamo la burocrazia, creaiamo una struttura per favorire l’inse­diamento degli imprenditori. Le tasse: se sono le stesse di un’altra area l’imprenditore che vantaggio ha ad investire qui a Taranto? La Zes è sicuramente uno strumento straordinario, ma accanto ad essa serve una “animazione territoria­le” che l’accompagni, che agevoli i giovani che voglioni fare im­presa. Facciamo un bel progetto generale, mettiamoci dentro, ad esempio, un progetto per la rige­nerazione del centro storico. Noi abbiamo partecipato al bando In­vitalia, siamo stati premiati ma fondamentalmente il giorno dopo non è successo nulla.

Taranto è forse ancora troppo stritolata dalla irrisolta que­stione Ilva?
Ha notato che finora non ne ho parlato? E vorrei continuare a non parlarne. Esiste, deve esser­ci, abbattendo però le emisisoni che ci hanno ucciso, ma parlerei di altro. Parlerei più di mare, pe­sca, turismo, nuove imprese. Me­glio mettere l’accento su questi aspetti, tanto l’Ilva non si chiude. La soluzione tecnica? Avrei dato l’incarico al Politecnico. Così avremmo fatto anche ricerca.

Cambiamo argomento: il rap­porto tra grande distribuzione ed economia locale. Un rap­porto abbastanza controverso perché si ritiene che la presenza della grande distribuzione dre­ni risorse e finisca per impove­rire il territorio. Cosa ne pensa?
Fino a quando esisteranno poli­tiche che incentivano ad operare da soli da soli avremo sempre problemi con la grande distribu­zione. Oggi non ci manca l’im­prenditore bravo, ne abbiamo tanti che fanno prodotti eccezio­nali con lavoro vero e non nero. Siamo pronti, ma c’è un proble­ma: per avere rapporti con la grande distribuzione devi avere le spalle larghe. Bisogna cioè mettersi insieme. Purtroppo non lo facciamo perché mancano po­litiche adeguate. Non serve uno strumetno finanziario e basta, servono politiche che spingano i produttori a mettersi insieme. Se non lo facciamo siamo morti, siamo fuori mercato. Quando utilizzi il vecchio sistema, la tua vita è uguale a quella che arriva da Tripoli. Ora arriva la stagio­ne delle arance e dei mandarini: ogni anno c’è la crisi ma nessuno dice facciamo gruppo, blocchia­mo sistemi commerciali che ci danneggiano. Ogni tanto qualcu­no mi chiede un contatto con la grande distribuzione…

E lei cosa risponde?
A volte ho detto lascia stare per­ché se vuoi avere questo rapporto devi essere nelle condizioni di poterti confrontare. Dove siamo riusciti a creare queste condizioni il rapporto funziona benissimo. Bisogna organizzarsi per farcela. Come dicevamo all’inizio, serve un progetto di visione.

Enzo Ferrari
Direttore responsabile

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