29 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 29 Novembre 2020 alle 08:31:58

Cronaca News

Detenuta tenta suicidio, salvata dagli agenti della Penitenziaria

Sappe: «Da anni denunciamo il sovraffollamento nel carcere tarantino»

Un agente di polizia penitenziaria
Un agente di polizia penitenziaria

Carcere di largo Magli: una detenuta ha tentato di togliersi la vita ma è stata salvata dal pronto intervento dagli agenti di polizia penitenziaria.

L’episodio è accaduto nella serata di sabato 19 ottobre ma la notizia è trapelata solo ieri. Una detenuta di una trentina di anni, di origini baresi, in attesa di giudizio affetta da problemi psichiatrici, da poco dimessa dal reparto psichiatrico dell’ospedale Nord dove era pian­tonata, ha tentato di togliersi la vita. La donna che era stata arre­stata per evasione da una comuni­tà, ha prima allagato la camera e tutta la sezione femminile aprendo i rubinetti della propria stanza, e nel contempo ha cercato di impic­carsi con una una maglietta che ha legato alla finestra del bagno.

Il gesto non ha avuto conseguen­ze tragiche grazie al coraggioso e professionale intervento del perso­nale femminile in servizio nonché dell’ispettore responsabile della sorveglianza generale, il quale è intervenuto personalmente per li­berare la detenuta dal cappio ru­dimentale che la stava strozzando.

Sono subito intervenuti anche i medici in servizio presso il carcere di Taranto i quali hanno praticato alla donna le cure del caso.

Come è possibile lasciare sguarni­te le sezioni detentive in cui sono ristrette centinaia di detenuti, con gravi patologie, di cui molti anche psichiatriche?- si chiede Federico Pilagatti segretario nazionale del Sappe- quante morti si dovrebbero contare ogni giorno nelle carceri italiane, senza il pronto interven­to dei poliziotti penitenziari che a rischio della loro incolumità si sacrificano per salvare la vita a chi ha deciso, per vari motivi, di volare via oltre le sbarre. Da mesi se non anni, il Sappe , sindacato autonomo polizia penitenziaria denuncia la grave situazione di sovraffollamento del carcere di Taranto, forse il più frequentato della nazione (circa +100%) con un grande numero di persone con problemi psichiatrici nelle stanze insieme agli altri detenuti senza al­cuna presenza di personale medico e paramedico specializzato, a cui fa da contraltare il carente organi­co di polizia penitenziaria che, non consente di controllare e gestire nulla, e carica i poliziotti peniten­ziari che non sanno nulla della ge­stione delle persone con problemi psichiatrici, di un ulteriore lavoro in violazione di norme e leggi dello stato italiano.

Sabato scorso si è evitata la trage­dia- conclude Pilagatti- ma non c’è tregua poiché gli eventi critici sono molti, mentre la sicurezza è scesa a livelli non più accettabili per cui potrebbe accadere di tutto nel carcere tarantino”.

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