24 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Settembre 2021 alle 21:49:00

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Rsa di Torricella, Cgil e Fials chiedono l’intervento del Prefetto

Ventitrè operatori socio sanitari rivendicano condizioni di lavoro adeguate

Torricella, 23 operatori socio sanitari rivendicano condizioni di lavoro adeguate
Torricella, 23 operatori socio sanitari rivendicano condizioni di lavoro adeguate

TORRICELLA – Residenza sa­nitaria assistenziale: Fp Cgil e Fials chiedono l’intervento del Prefetto.

“Sessantuno pazienti, quasi tutti anziani, tra questi anche molti psichiatrici o affetti da Alzheimer, ospitati in un luogo in cui il lavoro dovrebbe esse­re quasi una missione, svolta in condizioni di serenità e sicurez­za fisica e strutturale. Invece i ventitrè operatori socio sanitari (dieci infermieri, due fisiotera­pisti, due educatori, un caposala e un medico) della Cooperativa Nuova Luce, vivono, insieme ai pazienti, ormai da anni all’in­terno della Residenza Sanitaria Assistenziale (R.S.A.) di Torri­cella in condizione criticità. Un servizio di particolare sensibi­lità reso secondo le organizza­zioni sindacali al limite della dignità”.

E’ da queste premesse che nei giorni scorsi Funzione Pubbli­ca Cgil e Fials hanno inviato una esposizione dettagliata alla Procura di Taranto, al fine di verificare, quanto rilevato in un sopralluogo svolto dalle orga­nizzazioni sindacali lo scorso 3 settembre.

“Sappiamo che sono state fatte delle verifiche e su questo at­tendiamo l’esito delle indagi­ni – hanno detto in conferenza stampa i rappresentanti di Fp Cgil e Fials, Tiziana Ronsi­svalle e Flavia Ciracì – ma nel frattempo non possiamo tacere sulla condizione dei lavorato­ri a cui con fiducia si affidano alle cure persone fragili, spes­so senza nessun altro tipo di assistenza morale e fisica pro­ veniente dall’esterno. Da anni i lavoratori, attraverso i loro rap­presentanti sindacali, provano a rivendicare condizioni di lavoro adeguate al delicato servizio reso, ma dal 2015 è tutto un rinviare. Abbiamo prodotto de­cine di verbali, sulla turnistica prevista dal capitolato d’appalto Asl, sul rispetto del contratto Anaste, sui carichi di lavoro, sulla rotazione del personale in moduli particolarmente deli­cati come quello che si dedica all’Alzheimer, e sulla salute e la sicurezza anche dopo le re­lazioni dei rappresentanti RLS – hanno proseguito i rappresen­tanti di Fp Cgil e Fials – ma non siamo mai riusciti ad andare ol­tre le buone intenzioni.

Così i lavoratori parlando della loro condizione di fatto parla­no della condizione di sessan­tuno pazienti provenienti da tutta la provincia. Oggi siamo qui – hanno concluso Tizia­na Ronsisvalle e Flavia Ciracì, della Fp Cgil e della Fials – per formalizzare il nostro stato d’a­gitazione e chiedere al Prefetto di sbloccare la situazione. Lo facciamo per noi e per quei ses­santuno pazienti che meritano rispetto”.

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