12 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 12 Aprile 2021 alle 16:52:04

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L’amata Madonna del Rosario

Torna la nostra rubrica sulla “tarantinità”

La Madonna di Pompei
La Madonna di Pompei

Il prof. Antonio Fornaro inizia la rubrica di que­sta settimana con alcune consi­derazioni.

La prima riguarda il mese di ottobre, che sta per concluder­si, che nella tradizione popola­re religiosa tarantina ha avuto inizio con i festeggiamenti in onore della Madonna del Rosa­rio, e che si conclude oggi con due importanti appuntamenti mariani: nella omonima par­rocchia della Madonna della Fiducia, il cui culto fu portato a Taranto dall’arcivescovo mons. Guglielmo Motolese, si conclu­dono i solenni festeggiamenti parrocchiali.

Nella Città Antica, nel Santua­rio della Madonna della Salu­te, oggi si concludono i solenni festeggiamenti in onore della “Salus Infirmorum”, molto ve­nerata a Taranto, con la recita della supplica a mezzogiorno e in serata con la processione del quadro della Vergine per le stra­de della Città Antica, accompa­gnata da una grande fiaccolata.

Il mese di novembre si apre con le note festività in onore di Tutti i Santi e con la Commemora­zione dei Defunti che i tarantini continuano fino all’Ottava dei Defunti con il relativo Pellegri­naggio al Cimitero Urbano di San Brunone.

In questa settimana ricordiamo che il 30 si festeggia la Dedica­zione della Basilica di San Ca­taldo.

Questi gli altri Santi della set­timana: Sant’Evaristo, i Santi Giuda e Simone ai quali era in­titolata l’attuale ex Chiesa della Madonna della Scala, San Nar­ciso.

Questa settimana la Madonna viene ricordata con i titoli di Madonna del Loggione, Degli Agonizzanti e Dei Martiri.

Questi i detti della settima­na: “Di tutti i Santi mantello e guanti”, “Dei morti ogni barca prende porto”, “Dove c’è poco cuore c’è poca lingua”, “Ordine e disciplina la miseria non si av­vicina”.

Giuseppe Cravero ci ricorda che il 29 ottobre del 1928 nella Villa Peripato fu inaugurato il busto bronzeo di Leonardo da Vinci”, recuperato dopo l’affondamen­to della nave che portava il suo nome nelle acque di Mar Picco­lo il 2 agosto 1916. Il busto fu donato al Comune dall’ammira­glio Enrico Cuturi.

Il 3 ottobre 1914 Vittorio Ema­nuele III partecipò ad una eser­citazione in Mar Grande sulla Nave San Marco, ma per lo scoppio improvviso di una gra­nata morirono il guardiamarina e 4 uomini dell’equipaggio.

Nel passato, sin dagli ultimi giorni di ottobre, i tarantini tin­teggiavano con la calce bianca le facciate delle sepolture. I ta­rantini si recavano al Cimitero nei primi quattro giorni di no­vembre.

Per la festività di Tutti i Santi non viene più praticata la tradi­zionale tavolata delle anime del Purgatorio. Questa veniva pre­parata nella notte a cavallo tra il 31 ottobre e il 1° novembre quando si pensava che le anime del Purgatorio potessero man­giare la zuppa di ceci e le casta­gne lesse. Questo cibo di notte veniva consumato dal furbetto di casa e i nostri nonni diceva­no che erano state le anime del Purgatorio a mangiare il cibo preparato.

Il 1° novembre i nostri padri portavano a casa dalle pasticce­rie le fave di zucchero, il dolce tipico di questa festa.

Il San Brunone fu costruito 182 anni fa e racchiude tombe ar­tisticamente belle, la Croce re­alizzata nel 1928 con la pietra del Monte Grappa per ricordare i tarantini morti nella guerra di Spagna.

Nel Famedio della Marina Mi­litare riposano 800 militari tra i quali i morti per l’affondamento della Leonardo Da Vinci.

Nel nostro Cimitero una parte è riservata a quello inglese.

Nel San Brunone riposano membri di famiglie nobili, sin­daci, grandi uomini di cultura e personaggi del passato.

Insomma, proprio come una grande galleria che racchiude secolari pagine della nostra sto­ria tarantina.

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