28 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 28 Ottobre 2020 alle 11:48:46

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Lucy Lune Gillespie si racconta

In giro per il mondo fra vinili, dj, locali: si torna in Francia

Lucy Lune Gillespie
Lucy Lune Gillespie

Questa settima­na continuando il mio giro che vede muovermi in particolare per l’Europa decido di fermar­mi in Francia per incontrare l’artista Lucy Lune Gillespie.

Si tratta ancora una volta di una cantante Inglese ma resi­dente da molti anni in Francia.

Nata nel sud del Regno Unito potremmo dire che Lucy sia stata cullata al suono dei gran­di gruppi degli anni sessanta e settanta infatti il suo papà pur appartenendo alla classe ope­raia aveva tre grandi passioni, che erano la musica Jazz, la musica rock ‘n’ roll e i viaggi, influenzata da queste passioni Lucy ha iniziato a cantare sin da piccolissima accompagna­ta dai fratelli alla chitarra.

Successivamente formata nelle arti dello spettacolo, ha lasciato l’Inghilterra con sua figlia per viaggiare attraverso l’Europa, prima di stabilirsi in Francia.

Ha suonato in spettacoli am­bulanti di teatro di strada e cabaret comici. Tuttavia la sua passione vocale non poteva più essere contenuta e alla fine è stata coltivata e libera­ta dall’incontro con il pianista francese Bertrand Villeneuve nel 2007. Da allora Lucy ha suonato con molti musicisti professionisti, principalmente nelle formazioni jazz/swing co­municando nelle sue esibizioni dal vivo un entusiasmo ed una spontaneità che riportano in vita gli standard jazz.

Teatro e umorismo sono vicini al suo cuore e lo troverete ri­flesso nei testi delle sue com­posizioni. Nel 2014 Lucy è stata invitata a collaborare con il DJ / produttore misterT nel suo al­bum del 2015 Big Day distribu­ito dalla (ColdBusted Records USA) e da allora è stata coin­volta in vari progetti di registra­zione nu-jazz, broken beat e jazz-hop, partecipando come artista con produttori come Jayl Funk e Vassili Gemini e più recentemente Maple Syrup nel suo album High! In sintesi, direi, che abbiamo a che fare con un artista fortemente po­liedrica ma che preferisce le esibizioni live a quelle fatte in studio, verso le quali si sente particolarmente tagliata, forse perchè, grazie al suo percorso, alle sue esperienze ed anche perchè dotata di grinta e di un bell’aspetto riesce a tenere la scena come pochissimi altri al mondo. Detto questo passo a chiedergli il cosa significhi e quanto sia facile vivere di musica in Francia.

“Al momento così come negli ultimi 20 anni, la situazione per musicisti e attori è stata molto buona qui a causa dello status di “Intermittent de Spectacle”. In pratica si tratta di un sistema di compensazione progettato per le persone che lavorano nello spettacolo, teatro / cinema / industria musicale e che alternano periodi di occupazione e periodi di disoccupazione. Funziona in modo simile al modo in cui i sindacati negli Stati Uniti forniscono un’assicurazione sanitaria ai loro membri che hanno lavorato un numero minimo di ore. Tuttavia, poiché l’assistenza sanitaria è socializzata in Francia, questo status fornisce uno stipendio a coloro che lavorano un numero minimo di ore all’anno. Come cantan te, ad esempio, una volta che hai lavorato 507 ore o 43 date pagate e dichiarate (1 data / concerto=12 ore di contratto) negli ultimi 12 mesi hai diritto a qualificarti per lo stato di “in­termittente”. Una volta raggiun­te le 507 ore, ti viene pagato lo stipendio finanziato dal gover­no per 12 mesi. Il sistema è una forma di indennità garantita per i lavoratori che non pos­sono beneficiare di contratti annuali o permanenti con i loro datori di lavoro, a causa della natura a breve termine del loro lavoro. Gli intermittenti ricevo­no un compenso per il loro la­voro mentre lavorano, ma a un tasso molto più basso di quello che sarebbe stato se avesse­ro avuto un contratto a lungo termine, perché riceveranno il resto della loro retribuzione du­rante il periodo di disoccupa­zione. Inoltre, i datori di lavoro degli intermittenti sono tenuti a versare al sistema, in modo che il governo non sia respon­sabile del pagamento dell’inte­ro stipendio degli intermittenti, ma solo di sovvenzionarli. In effetti questo offre ad artisti e musicisti i mezzi per vivere cre­ando, componendo e provan­do nuove opere. Questo status è stato essenziale e fonda­mentale per me, perchè mi ha dato la possibilità di affermarmi come musicista in Francia. Tuttavia, questo è uno stato di cose molto severo e quin­di molto precario. Se non hai abbastanza date (anche 1 in meno) sei fuori, senza com­penso, anche se hai pagato per gli ultimi 12. Non è possi­bile entrare e uscire da questo stato. Inoltre, come ovunque, la politica qui sta cambian­do, i tagli vengono fatti in tutti i dipartimenti. Gli artisti sono spesso i primi ad essere colpi­ti e sono già stati fatti dei ta­gli a questo sistema”. Ad ogni modo presa coscienza che vi­vere di musica e il poter essere creativi è certamente più facile in Francia che non in Italia, pri­ma di salutarla affettuosamen­te le chiedo dieci tracce che lei gradisce in modo particolare. Eccole:

01)Energy – Sampa the Great

02)Lost In A Crowd – Fantastic Negrito

03)Senza Paura – Quintetto X

04)Abusey Junction – Koko­roko

05)Boxes and Squares – Tank and the Bangas

06)Songs I couldn’t live wi­thout… (this year …)

07)I Only Have Eyes For You – The Flamingoes

08)For What It’s Worth – Sergio Mendez & Brazil 66

09)Whatta Man – Salt’n’Pepa & En Vogue

10)Doodlin’ – Sarah Vaughan

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