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Dune, boschi e saline: le meraviglie del litorale

Al circolo “Il Castello” le foto di Luigi De Vivo sulla Riserva di Manduria

Al circolo “Il Castello” le foto di Luigi De Vivo sulla Riserva di Manduria
Al circolo “Il Castello” le foto di Luigi De Vivo sulla Riserva di Manduria

La fotografia come strumento di cono­scenza e di educazione al ri­spetto dell’ambiente e dell’e­cosistema. Se questo è senza dubbio uno degli ambiti nei quali la fotografia può espri­mere una funzione sociale, bi­sogna dire che Luigi De Vivo, fotografo naturalista, ne è un interprete di grande efficacia e suggestione. Le sue foto, dedicate all’area costiera di Manduria, sono un prezioso patrimonio per quanti voglia­no conoscere la straoridnaria ricchezza di quei luoghi.

“Le forme dell’acqua” è il tito­lo della mostra allestita nello scorso fine settimana al cir­colo fotografico “Il Castello”, una raccolta di magnfiche immagini che – spiega l’auto­re – «prende spunto dalle mie peregrinazioni lungo la costa ionica dalle dune di Campo­marino alla palude del conte a torre Colimena»

«Un progetto – racconta De Vivo – che dura da alcuni anni che mi ha portato a vi­sitare angoli di costa cono­sciuti da sempre ma guardati ogni volta con occhi diversi. La mostra è un mio perso­nale tributo alla forza del mio mare, il tratto di costa su cui ho trascorso gli anni spen­sierati della mia giovinezza vacanziera; e le meditazioni della vita adulta. Un tributo alle dinamiche della spiaggia che dal mare è modellata nel tempo, la spiaggia che non è mai la stessa in un continuo mutamento, come la nostra vita. “Le forme dell’acqua” è il costante cambiamento di questo elemento e del pae­saggio ad esso collegato; le sue luci, molte delle creature che vivono nel piano mesoli­torale».

Le fotografie di Luigi De Vivo sono state una ottima occa­sione per parlare di un pic­colo paradiso, quello delle “Riserve regionali orientate del litorale tarantino orienta­le”, un’area di oltre 1.100 et­tari che comprende Salina dei Monaci, le dune di Torre Coli­mena, la Palude del Conte, o Boschi di Cuturi e Rosa Mari­na, la Foce del Chidro.

«Fino ad alcuni anni fa – ha raccontato il direttore della ri­serva, Alessandro Mariggiò – quest’area era ridotta ad una discarica. Pian piano, grazie a fondi regionali, la stiamo riqualificando, entro il prossi­mo anno la salina sarà riqua­lificata e più protetta. Ci sarà anche una torretta da dieci metri per il belvedere».

Un notevole passo in avanti, dunque, per far capire quan­to delicato sia e di quanto rispetto abbia bisogno l’equi­librio naturalistico in quest’o­asi frequentata da fenicotteri, aironi, cigni, uccelli rapaci, volpi, tartarughe. E qui le fo­tografie di Luigi De Vivo, oltre ad essere nutrimento per lo sguardo, possono svolgere un ruolo educativo importan­te soprattutto per le nuove generazion

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