17 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Aprile 2021 alle 18:16:49

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Agrumi, nel Tarantino cala la produzione

Le mancate coperture assicurative hanno azzerato reddito e giornate lavorative

Le grandinate hanno distrutto gli agrumeti nel Tarantino
Le grandinate hanno distrutto gli agrumeti nel Tarantino

Meno 70%: prima le gelate, poi la grandine e, infi­ne, una lunga estate torrida hanno ridotto di oltre due terzi la pro­duzione agrumicola nel Taranti­no. Meno prodotto, una drastica riduzione delle giornate lavora­tive e del reddito, la beffa di non essere stati coperti da nessuna assicurazione, poiché quando si sono verificate grandine e gelate la campagna assicurativa non era stata ancora aperta. “La campa­gna agrumicola 2019 è stata un disastro-ha spiegato Francesco Passeri, agrumicoltore, compo­nente della giunta Cia Due Mari (Taranto-Brindisi).

“Qui, tra Ginosa, Palagiano, Ca­stellaneta e Palagianello si produ­cono diverse tipologie di agrumi: il tempo delle clementine è già passato, poi arriverà quello per le arance navel e il tarocco. Sono po­chi i produttori che, in questa area, hanno avuto la grazia di non subi­re danni dai fenomeni meteorolo­gici estremi- ha spiegato Passeri-le quantità sono state così inferiori a quelle degli scorsi anni che i prezzi sono aumentati, arrivando dai 50 centesimi a un euro a se­conda di pezzatura, colore e qua­lità complessiva, ma è una magra consolazione, poiché la maggior parte delle aziende agrumicole si è trovata in sostanza a non poter raccogliere nulla o quasi niente”.

Cia Agricoltori Italiani della Pu­glia, assieme e per il tramite delle proprie declinazioni provinciali, da tempo sostiene che il settore agrumicolo va fortemente rilan­ciato in tutta la regione. Uno dei problemi è quello inerente alle co­perture assicurative.

“Occorre che la campagna assi­curativa sia aperta dal primo gen­naio al 31 dicembre- ha ribadito il presidente provinciale di Cia Due Mari, Pietro De Padova- le coper­ture del rischio devono diventare accessibili per tutti i produttori e occorre che siano ‘spalmate’ lun­go tutto l’arco dell’anno produt­tivo, poiché le varietà sono dif­ferenti e si raccolgono in periodi diversi”. Gelate e grandinate d’in­verno, sole che spacca e inaridisce piante e frutti già dalla primavera: i fenomeni metereologici estremi, ormai, sono sempre più violenti e ravvicinati.

“Certo, quello assicurativo è un grande problema, ma non è il solo a dover essere affrontato in modo strutturale- ha aggiunto Vito Ru­bino, direttore provinciale di Cia Due Mari- bisogna sostenere l’am­pliamento delle varietà colturali, sostenere la ricerca scientifica e la differenziazione produttiva per dotarsi di un’offerta più vasta, ca­pace di intercettare una domanda sempre più esigente”. Cia Agricol­tori Italiani della Puglia, in tutte le sue declinazioni sul territorio, sta compiendo da anni un lavoro che va nella direzione di favorire le aggregazioni, la nascita di coope­rative, la creazione di nuove Orga­nizzazioni di Produttori. L’unione non solo fa la forza, ma facilita gli investimenti per accrescere le competenze, migliorare la ‘filie­ra delle professionalità’, avere un potere contrattuale superiore nei confronti della parte industriale e della GDO, la Grande Distribu­zione Organizzata. “Occorre fare fronte in modo più maturo alla necessità di internazionalizzare le aziende e di utilizzare dentro la filiera tutto il valore aggiunto dei prodotti, compresa la trasforma­zione sul territorio”ha ribadito De Padova.

“Governo e Regione Puglia renda­no seriamente in considerazione il grido d’aiuto che proviene dai pro­duttori- ha aggiunto Rubino- per gelate e grandine, le aziende agru­micole non hanno visto ancora un euro, ma intanto hanno perso il proprio reddito e gli operai sono rimasti a casa. Tutto il settore at­tende decisioni e interventi capaci di invertire la rotta”.

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