24 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Settembre 2021 alle 21:49:00

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Maruggio, arriva l’ordinanza in difesa delle api

Parte il divieto che è già legge in Francia

Maruggio, arriva l’ordinanza in difesa delle api
Maruggio, arriva l’ordinanza in difesa delle api

MARUGGIO – Se la Francia è il primo Paese in Europa a bandire tutti i cinque pesticidi responsabili della morte delle api, Maruggio è certamente il primo Comune ita­liano a seguire questo buon esem­pio.

Arriva così a Maruggio l’ordinan­za sindacale, a firma del primo cittadino Alfredo Longo, in di­fesa delle api e di tutti gli insetti pronubi sull’uso di fitofarmaci ed erbicidi in fioritura, proteggendo così le api dai fallosi attacchi di cattive pratiche agricole. L’Ammi­nistrazione Comunale attraverso questo atto ai fini della salute pub­blica, intende attuare delle azioni positive in chiave ambientale e di tutela della biodiversità, come già fatto da alcuni Paesi dell’Unione Europea, in ordine alla difesa delle api, molto sensibili ai veleni chimi­ci, la cui sopravvivenza è di vitale importanza per l’esistenza umana, atteso che, il 90% della produzione alimentare deriva, direttamente o indirettamente, dal lavoro di im­pollinazione dei suddetti insetti.

Nell’ordinanza si legge che è fatto assoluto divieto sul territorio comu­nale di effettuare trattamenti sulle colture arboree, erbacee, ornamen­tali e spontanee a base di prodotti fitosanitari, inclusi gli erbicidi, ed i seguenti insetticidi: clothianidin, imidacloprid, thiamethoxam, thia­cloprid e acetamiprid, dannosi alle api e ai pronubi. A fare da richiamo all’ordinanza sindacale è la legge regionale n. 45/2014 recante “Nor­me per la tutela, la valorizzazione e lo sviluppo sostenibile dell’api­coltura” che in uno dei suoi articoli sancisce precise prescrizioni in materia di limitazioni dell’uso di prodotti fitosanitari. Ad esprimere soddisfazione per l’emanazione dell’ordinanza è pro­prio il sindaco Longo: “Attraverso questo atto vogliamo promuovere e salvaguardare il territorio e le colture dall’uso intensivo e inap­propriato di prodotti fitosanitari ed erbicidi.

Un’azione concreta che ci porta ad attuare a livello locale una nuova e più incisiva strategia di prevenzio­ne del rischio di inquinamento, in grado di arginare dannosi utilizzi di prodotti potenzialmente perico­losi per l’ambiente, per il territorio e per la comunità. Allo stesso tem­po si tratta di una iniziativa in di­fesa delle api. Senza di loro l’ecosi­stema e la produzione alimentare è a rischio e di conseguenza senza il lavoro degli insetti impollinatori circa un terzo delle nostre riserve di cibo sparirebbe. In pratica, non solo niente miele, ma niente frut­ti, meno verdure, niente fiori. Il segnale che vogliamo lanciare nel nostro piccolo – conclude Longo – è quello di far camminare di pari passo lo sviluppo agricolo con gli sforzi per la difesa della biodiver­sità”.

Il divieto vige durante il periodo di fioritura, dall’apertura del fiore fino alla completa caduta dei pe­tali, su colture erbacee, arboree e ornamentali, nonché sulla vege­tazione spontanea, con erbicidi e, inoltre, in presenza di fioritura delle sole vegetazioni sottostanti le coltivazioni arboree. In questo ultimo caso i trattamenti possono essere eseguiti previa trinciatura o sfalcio delle vegetazioni oppure in caso in cui i fiori di tali erbe sradi­cate si presentino completamente essiccati, in modo da non attirare più le api e gli insetti pronubi in genere.

Multe salate per i trasgresso­ri dell’ordinanza che rischiano una sanzione amministrativa di 1.000,00 euro.

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