18 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Aprile 2021 alle 17:24:06

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Cus Jonico-Valentino, derby da emozioni forti

Taranto contro Castellaneta domenica al Palafiom

Cus Jonico Taranto
Cus Jonico Taranto

Sulla via che porta al derby di domenica prossima, Palafiom palla a due alle ore 18, contro la Valentino Castellaneta il Cus Jonico Basket Taranto sta lavorando alacremente per re­cuperare in fretta il passo falso di Manfredonia. Lavoro tattico, tecnico ma anche fisico.

E quando si parla di preparazio­ne fisica ecco Giuseppe Diciol­la uomo deputato alla cura di gambe e muscoli dei rossoblu: “Sarò sugli spalti del Palafiom come spero più gente possibile per spingere i ragazzi all’im­mediato ritorno alla vittoria nel derby. Sono felice di essere ri­tornato qui. Tutta gente in gam­ba non solo da un punto di vista meramente tecnico ma anche da quello del carattere e del tempe­ramento e, ti assicuro, che non è sempre facile mettere insieme un gruppo formato, prima da persone e poi da giocatori.

Un lavoro importante fatto da fine agosto fino ad oggi: “Ov­viamente, qualche difficoltà la incontro, per ora, con i tre let­toni ma in ragione della lingua. Il buon Tomass Berzins mi fa un po’ da interprete con i suoi connazionali ma, si sa che nella mediazione interpretativa si può confondere il vero significato di certe connotazioni lessicali. Comunque riscontro da parte loro una buona predisposizione a capire ed imparare e questo ci permetterà, via via, di perfe­zionare la totale comprensione. Non è un problema. Per il mo­mento mi limito, si fa per dire, ad usare gli esercizi fisici adat­ti alle loro buone potenzialità confortandoli con semplici ma utili suggerimenti per stimolare la loro concreta applicazione”.

Da un coach all’altro, anzi due (Olive e Carone). Immagino che ci sia sintonia? “Non potrebbe non esserci! Altrimenti dovrem­mo cambiare mestiere. Il lavoro di tecnico e di buon “motivato­re” che fa Davide Olive è dav­vero notevole. Tecnicamente è un grande conoscitore della pallacanestro, è dotato inoltre di grande capacità di comuni­cazione, utilizzando la carota ed il bastone a seconda dei casi ma senza mai trascendere in espressioni troppo pesanti ed in ogni caso sempre con le motiva­zioni giuste per ciascun gioca­tore e per il gruppo al completo.

Insomma la società ha fatto bene ad affidargli le chiavi del­la squadra e non solo! Davide poi ha fatto bene nel volere al suo fianco, anche quest’anno, un assistente del calibro tecnico e morale come il buon Claudio Carone. Insomma una gran bel­la coppia, non c’è che dire. E’ un piacere lavorare insieme”.

In effetti il risultato positivo di questa sintonia e sinergia tra voi componenti lo staff è, ovviamente, molto importante specialmente in considerazione della media età giovanile dei ragazzi.

Un’età giovane che, da un lato è un dato positivo ma dall’altro può scontare momenti di di­scontinuità nella tenuta psico­fisica durante la gara e da una partita all’altra come successo purtroppo a Manfredonia.

“Ovviamente è importante che i ragazzi si convincano che se­guire i nostri consigli non è solo per migliorare la chimica di squadra che, dal punto di vi­sta, è certamente il fine più ap­pariscente e redditizio ma che la buona performance singola di ciascuno fa bene al singolo, pre­supposto per conseguire quello del gruppo. Una discontinuità di prestazioni da studiare bene”

Parlando dei singoli, come giu­dichi la crescita dei tanti gio­vani di quest’anno, i tarantini e non solo?

“Decisamente buona con poten­zialità ancora da scoprire del tutto ed è un bene che permette loro di avere sempre stimoli a perfezionarsi ed a credere in sé stessi, dovendosi misurare con giocatori più esperti e collau­dati da tante battaglie. Inoltre, cosa importante, Bitetti e Pan­nella li seguo sin dai tempi della Virtus, per cui si fidano di me, bontà loro ed io cerco di infon­dere loro la mia fiducia. “Do ut des”, insomma.

Di Andrea Grosso non posso che dire un gran bene, sia come carattere che come tecnica. E’ saggio, in qualsiasi situazione non perde mai la calma, non si fa prendere mai dal panico, sia ovviamente in campo che fuori. Interpreta al meglio il ruolo di vero capitano, sempre col sorri­so pronto. Simone Di Diomede è un ragazzo riservato ed è bello averlo in squadra perché abba­stanza fattivo.

L’ancor più giovane Emmanuel Cito ha già l’imprinting di chi ha buoni margini di crescita. Mi ha fatto particolarmente piacere il ritorno di Gianluca Salerno. Un bravo ragazzo che aveva bi­sogno di ritrovarsi in un com­plesso che ne valorizzasse le sue buone qualità tecniche ma anche umane ed i risultati po­sitivi in un ruolo delicato come il play si vedono…eccome. Più che buona considerazione anche per il nostro partenopeo Nico­la Longobardi, un combattente in campo ed una ersona solare fuori. Insomma c’è abbastanza materiale umano su cui poter lavorare con successo”.

 

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