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Emergenza cinghiali, Coldiretti Taranto in piazza a Roma

Anche gli agricoltori tarantini in piazza Montecitorio

Anche gli agricoltori tarantini in piazza Montecitorio a Roma
Anche gli agricoltori tarantini in piazza Montecitorio a Roma

ROMA – C’era anche la Coldiretti Taranto al completo ieri mattina a Roma in Piazza Mon­tecitorio, alla manifestazione na­zionale organizzata da Coldiretti per denunciare le invasioni di cinghiali.

L’obiettivo è stato quello di porre sotto la lente di ingrandimento un’emergenza che sta provocan­do in tutta la provincia jonica l’abbandono delle aree interne, problemi sociali economici e ambientali con inevitabili riflessi e ricadute negative sul paesaggio e sulle produzioni.

“Non è mai stato così alto l’allar­me nella nostra provincia, soprat­tutto nel versante occidentale, per l‘invasione dei cinghiali, favorita anche dall’habitat naturale”, ha detto Alfonso Cavallo, presiden­te Coldiretti Taranto. Non a caso, sui cartelloni di protesta ieri mattina si leggeva: “Il cinghiale campa, il campo crepa”, “Basta danni e paura, fate qualcosa”, “Il cinghiale ci piace, ma solo con la polenta”. “I cinghiali – continua Cavallo – assediano stalle, causa­no incidenti stradali nelle cam­pagne, ma rappresentano un pe­ricolo anche per l’incolumità dei cittadini. Solo in Puglia sono 310 gli incidenti stradali causati da animali selvatici nei primi nove mesi del 2019. E nella nostra provincia, l’escalation di danni, aggressioni e incidenti è il risul­tato dell’incontrollata prolifera­zione di questi animali selvatici”. “Mettono a rischio non solo le produzioni agroalimentari e l’as­setto idrogeologico del territorio, ma anche la vita di agricoltori e automobilisti, con una diffusione che ormai si estende dalle cam­pagne alle città”, ha denunciato Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia, a Roma a capo della delegazione di oltre 300 al­levatori e agricoltori proveniente dalla campagne di Bari, Foggia, Taranto e anche dal Salento. “La paura – continua Cavallo – dila­ga dalla collina alla pianura, dal­le zone vicino ai fiumi e ai canali fino a quelle sul mare. Famelici e in branchi, risalgono dalle gravi­ne e cercano acqua e cibo. Fanno razzia nei tendoni, seminativi, campi di frutta, legumi, piantine, ortaggi con inevitabili ripercus­sioni anche di natura igienico-sanitaria”.

Una vera e propria emergenza che riguarda la provincia di Ta­ranto, la Puglia, ma anche l’in­tero territorio nazionale, che, secondo l’indagine Coldiretti – Ixè, porta tre italiani su quattro (72,7%) a considerare un perico­lo per la circolazione sui quasi 850mila chilometri di strade e autostrade italiane la presenza di animali selvatici e di cinghiali, che possono arrivare a un quin­tale e mezzo di peso e 150 centi­metri di lunghezza.

“Non si tratta più solo di una questione di risarcimenti, ma è diventato un fatto di sicurezza delle persone che va affrontato con decisione. Non possono più esserci alibi per intervenire in modo concertato tra Ministeri e Regione – chiede Coldiretti Ta­ranto – e per avviare un piano di abbattimento straordinario senza intralci burocratici”.

 

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