26 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 26 Settembre 2021 alle 20:36:00

Cronaca News

Lama-Guatemala, staffetta tra parroci

Don Luigi Pellegrino torna alla Regina Pacis mentre don Mimino Damasi andrà in centroamerica

Don Luigi Pellegrino (nuovo parroco) a sinistra e don Mimino Damasi a destra
Don Luigi Pellegrino (nuovo parroco) a sinistra e don Mimino Damasi a destra

TARANTO – “Passaggio del te­stimone”, in una sorta di staffet­ta, domenica scorsa alla Regina Pacis di Lama fra don Mimino Damasi, che ha guidato la comu­nità per 24 anni, in partenza per il Guatemala, e il nuovo parroco don Luigi Pellegrino, provenien­te proprio dalla nazione centroa­mericana, dov’è stato in missio­ne per diversi anni.

Per don Luigi, 47 anni, si tratta in pratica di un ritorno a casa, in quanto a Lama è stato già vicario parrocchiale per diversi anni. “L’esperienza guatemalte­ca – ha detto – mi ha arricchito notevolmente, in quanto mi ha consentito di vivere in una co­munità ricca di fede e dinami­ca, in cui si sperimenta in modo particolare, molto più che da noi in Italia, un modello ben definito di essere Chiesa, chiamata a per­dersi come lievito nella massa, che rappresenta il mondo, non limitandosi alla cura del proprio orticello. La Chiesa del Guate­mala è inoltre caratterizzata da un considerevole impegno dei laici a trecentosessanta gradi, non da semplici collaboratori del parroco ma parte attiva di un progetto pastorale che si rinnova dipendentemente dalle esigenze del tempo. I laici si distinguono per l’impegno generoso nell’an­nuncio del Vangelo, pur tra le problematiche della quotidiani­tà, che non sono di poco conto: il basso reddito delle famiglie, i modelli economici e di vita imposti da altre nazioni che si basano sullo sfruttamento delle ingenti risorse del sottosuolo e le terribili e crescenti violenze de­rivanti dal narcotraffico”.

Il legame fra la parrocchia di Lama e la realtà ecclesiale cen­troamericana è cominciato circa 20 anni fa grazie all’amicizia di don Mimino Damasi con il gua­temalteco padre Edwin Portillo, negli anni in cui entrambi erano alle prese con gli studi di teo­logia a Roma. Successivamen­te tali rapporti si sono evoluti a livello diocesano con l’invio, quali sacerdoti “fidei donum”, di don Luigi Pellegrino (in due periodi di sei e tre anni) e di don Ezio Succa (per tre anni). E adesso tocca a don Mimino, che già diverse volte si è recato nella nazione centroamericana.

“Conosco bene la situazione del­la mia nuova destinazione – spie­ga don Mimino Damasi – So che troverò una comunità vivace, fat­tore di promozione e di crescita integrale, dove si vive con quello che si ricava dalla terra e caratterizzata da uno spiccato senso di solidarietà che consente di ve­nire in aiuto alle tante situazioni di bisogno. Le parrocchie sono molto grandi e comprendono, ol­tre ai popolosi centri urbani, un elevato numero di villaggi, spar­si nelle montagne boscose, dotati di cappelle dove si fa catechesi, preparazione ai sacramenti e si celebra la liturgia della Paro­la. La partecipazione alla santa messa è possibile quando è il turno della visita del sacerdote, che raggiunge i villaggi attraver­so sentieri sterrati al limite della percorribilità, approfittando del­la circostanza per compiere una sorta di visita pastorale, ascol­tando i fedeli e amministrando i sacramenti”.

“In Guatemala – evidenzia – un posto importante nelle attività pastorali è dato dallo svolgi­mento di momenti di religiosità popolare legati alle processioni e alle feste patronali, che si svol­gono come nel nostro meridione tra bande musicali e fuochi d’ar­tificio. Registrano una certa cre­scita le vocazioni sacerdotali ed è buona è la partecipazione alla vita di fede dei giovani, anche se non sono esenti dagli allettamen­ti della tecnologia (anche qui è diffusissimo l’uso dei social con gli smartphone). Cosa porterò in Guatemala delle mia esperienza alla Regina Pacis? Il grande af­fetto della comunità, che ha dato forte esempio di disponibilità e di collaborazione, unitamente alla gioia di averla vista crescere nella fede e nella fraternità”.

 

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