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Da Taranto l’agricoltura rilancia il proprio ruolo strategico

Il sottosegretario Turco: «Dal Cipe l’autorizzazione alla infrastruttura di Agromed a Castellaneta»

Luca Lazzàro, Mario Turco e Francesco De Filippis
Luca Lazzàro, Mario Turco e Francesco De Filippis

In una giornata che ha mostrato al Paese tutta la fragili­tà di un obsoleto modello economi­co locale basato sulla monocultura industriale, ecco da un’altra Taran­to arrivare un concreto messaggio di speranza per un diverso modello di sviluppo economico.

Arriva dalla Puglia agricola capa­ce di innovare la tradizione senza tradirla, che investe nella qualità e, non svendendo le proprie produ­zioni, riesce a conquistare impor­tanti quote di mercato e redditività.

Come il Consorzio Global Fresh Fruit che da cinque anni produ­ce, con un contratto di filiera che garantisce redditività certa fin da prima della semina, il top quality “Grano Aureo” per il Gruppo Ba­rilla che lo utilizza nella pasta Vo­iello.Nato a Chiatona grazie all’in­tuizione di sei imprenditori, oggi ha contrattualizzato 85 aziende agricole che, su 1.200 ettari da Gi­nosa a Capo di Leuca, l’anno scor­so hanno conferito a Barilla 28.000 quintali di Grano Aureo per un fat­turato di quasi un milione di euro.

Per fare il punto dei rapporti con il Gruppo Barilla e per annunciare alcune importanti novità, il Con­sorzio Global Fresh Fruit ha orga­nizzato il convegno regionale “La ricerca del profitto in agricoltura attraverso la salvaguardia dell’am­biente” che si è tenuto (venerdì 8 novembre) presso la Camera di Commercio di Taranto. I lavori, moderati dal giornalista profes­sionista Vincenzo Rutigliano di Agrisole – Il Sole24 Ore, sono stati aperti dai saluti del Luigi Sportelli, presidente Camera di Commercio Taranto, che ha definito quella del Consorzio “una best practice di quell’indispensabile cambiamen­to basato sulla naturale vocazione economica del territorio, della qua­le il comparto agricolo è l’esempio perfetto”.

In seguito è intervenuto Luca Lazzàro, presidente Confagricol­tura Puglia, che ha avuto parole di elogio per il Consorzio Glo­bal Fresh Fruit che ha dimostrato come sia possibile innovare antiche produzioni agricole aumentando­ne la redditività e, soprattutto, che quando le aziende agricole pugliesi superano antiche diffidenze e ste­rili divisioni, riescono a realizzate nuove sinergie e alleanze in grado di garantire sostenibilità economi­ca e ambientale delle produzioni. Tra gli interventi più attesi del con­vegno sicuramente quello di Pao­lo La Cava, responsabile acquisti Gruppo Barilla Mulino Altamura e Sud Italia, su “Nuove prospettive per i grani di qualità secondo Ba­rilla”. Non ha né smentito né con­fermato la recente notizia secondo la quale l’anno prossimo il Gruppo Barilla lancerà sul mercato dome­stico soltanto pasta da grano duro della filiera italiana al 100%, anche se è sembrato solo un esercizio del tradizionale riserbo che caratteriz­za i player di livello globale, e in­fatti una conferma indiretta è poi giunta dall’annuncio che il Gruppo Barilla intende sviluppare ulterior-mente il contratto di filiera con il Consorzio Global Fresh Fruit, fino a raddoppiare la produzione già da quest’anno, che così raggiungereb­be un volume d’affari di quasi due milioni di euro!L’annuncio è stato accolto con viva soddisfazione dal numeroso pubblico, composto da imprenditori agricoli, e dal dott. Francesco De Filippis, presidente Consorzio Global Fresh Fruit, che nel suo intervento ha confermato la disponibilità del Consorzio a fare scouting sul territorio per propor­re il contratto di filiera con Barilla a nuove aziende agricole. France­sco De Filippis ha annunciato una importante novità: il Consorzio Global Fresh Fruit ha stipulato due innovativi contratti di filiera per la produzione di leguminose con im­portanti aziende pugliesi del “qua­lity foods”, tra queste l’Andriani SpA che produce paste gluten free con ingredienti vari. Con questi contratti di filiera il Consorzio ga­rantirà alle aziende agricole una redditività certa con queste produ­zioni, ma soprattutto la “rotazione agronomica” sui loro terreni, una pratica che, arricchendoli a favore delle future coltivazioni, salva­guardia l’ambiente, tanto da essere considerata una pratica greening dall’Unione Europea che la premia in termini di contribuzione Pac 2014-2020. Francesco De Filippis ha annunciato che, grazie all’im­portante numero delle aziende contrattualizzate, offrirà loro una vantaggiosa polizza assicurativa “grandine, vento forte, incendio” per una ottimale protezione passiva delle colture, passando così da una cultura della gestione dell’emer­genza a quella della prevenzione del danno economico.

I vantaggi della “rotazione agrono­mica” per la difesa del suolo e del reddito dell’agricoltore, sono stati illustrati al convegno da Giuseppe De Mastro, Dipartimento di Scien­ze agro-ambientali e territoriali Università degli Studi di Bari, che ha confermato come si tratti di una pratica ben conosciuta dai nostri agricoltori da sempre, ma che negli ultimi quarant’anni era stata ab­bandonata per la scarsa redditività della produzione di leguminose. Temi ripresi da Antonio Lofrese, imprendotore che da dieci anni è vicino agli agricoltori assistendoli nella produzione di leguminose, colture che se innovate con nuove pratiche agronomiche possono tor­nare ad essere redditive. Le conclu­sioni sono state del senatore Mario Turco, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Mini­stri con delega alla Programmazio­ne Economica e agli Investimenti, che ha esordito con una serie di dati negativi sull’andamento dell’a­gricoltura pugliese, eccetto quelli di alcuni comparti come quello vitivinicolo, un trend causato dalla storica mancanza di infrastruttu­re con collegamenti efficienti con i mercati, un gap allargatosi negli ultimi decenni con la globalizza­zione. Turco ha annunciato di vo­ler rivoluzionare a livello centrale i criteri di valutazione di “sostenibi­lità” di un collegamento infrastrut­turale, che devono com-prendere soprattutto i benefici per lo svilup­po economico di un territorio, in una logica di economia circolare integrata: “basta cattedrali nel de­serto»”. Turco ha fatto un impor­tante annuncio per il territorio: “da dieci anni l’investimento Agromed era fermo con dieci milioni dispo­nibili per creare questa piattaforma agroalimentare.

Dal Dipe è partita una lettera per convocare l’attuale governance a Roma nella prossima settimana, un incontro nel corso del quale sarà comunicato che, nell’ordine del giorno della riunione del Cipe del mese di dicembre, ci sarà l’au­torizzazione all’insediamento pro­duttivo a Castellaneta di Agromed con l’avvio della realizzazione di questa infrastruttura”.

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