19 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Aprile 2021 alle 15:35:44

Cronaca News

Sfruttamento della manodopera, al lavoro nella stalla per 13 ore

In azione Polizia di Stato e Ispettorato del Lavoro

Una volante della polizia
Una volante della polizia

Lavoro nero e sfruttamento della manodopera: imprenditori denunciati e multati dalla Polizia di Stato e dall’Ispettorato del Lavoro. Proseguono i controlli finalizzati al contrasto del fenomeno del “caporalato” disposti dal questore Giuseppe Bellassai. Gli agenti della Squadra Mobile e del Commissariato di Martina Franca, con la collaborazione dei funzionari dell’Ispettorato del Lavoro hanno controllato alcune aziende agricole della Valle d’Itria.

La prima masseria, di proprietà demaniale e data in gestione ad un martinese era costituita da un gruppo di trulli utilizzati come abitazione del gestore, da una stalla adibita a mungitura con annessi altri depositi e ricoveri per animali. Al momento del controllo, oltre ai parenti del gestore, nella stalla c’era un cittadino macedone. L’uomo, dopo aver trascorso alcuni anni nel Nord Italia, da pochissimi giorni si era trasferito prima a Bari e poi nell’azienda martinese, dove da diversi giorni veniva impiegato nell’attività lavorativa (anche per 13 ore continuative al giorno) in assenza di alcun contratto, e fatto alloggiare in un locale attiguo alla stalla privo di servizi igienici. Gli ispettori del lavoro hanno elevato una sanzione per le violazioni delle norme in materia di lavoro e salute e sicurezza sul luogo di lavoro.

Atteso lo stato di bisogno del lavoratore straniero, privo di altri mezzi di sostentamento in Italia, il titolare dell’attività è stato denunciato per sfruttamento del lavoro. In un’altra azienda agricola, sempre nelle campagne di Martina Franca, cinque sono stati, invece, i braccianti di origine straniera trovati intenti al lavoro e privi di regolare contratto. Gli ispettori hanno disposto la sospensione dell’attività lavorativa per l’azienda, sanzionandone il titolare. Uno dei lavoratori stranieri ha riferito di aver trascorso le notti precedenti, insieme e ad altri suoi compagni di lavoro, all’interno di un container. Il modulo aveva effettivamente al suo interno, in uno spazio ridotto, cinque letti, un angolo destinato alla cottura dei cibi (con allaccio ad una bombola del gas posizionata all’esterno a ridosso dello stesso container) e un bagno, privi di adeguate condizioni igieniche.

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