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Non è vero ma ci credo, Enzo Decaro è l’avaro Savastano

Martedì 19 novembre per il cartellone della stagione teatrale dell’Orfeo di Taranto

Enzo Decaro
Enzo Decaro

Con la messa in scena di uno dei capolavori di Peppino De Filippo, “Non è vero ma ci credo”, martedì 19 novembre torna la stagione teatrale dell’Orfeo (in via Pitagora), inaugurata con successo da Paolo Ruffini. Protagonista sul palco un altro grande attore italiano, Enzo Decaro, diretto da Leo Muscato e affiancato da Giuseppe Brunetti, Francesca Ciardiello, Lucianna De Falco, Carlo Di Maio, Massimo Pagano, Gina Perna, Giorgio Pinto, Ciro Ruoppo e Fabiana Russo.

Attraverso questo spettacolo e dopo aver ereditato la direzione artistica della compagnia di Luigi De Filippo, Muscato inaugura un nuovo corso rispettando i canoni della tradizione del teatro napoletano e dando a questa storia un sapore più contemporaneo. La storia ruota intorno alla figura di Gervasio Savastano, avarissimo imprenditore che vive nel perenne incubo di essere vittima della iettatura. La sua vita è diventata un vero e proprio inferno perché vede segni funesti ovunque: nella gente che incontra, nella corrispondenza che trova sulla scrivania, nei sogni che fa di notte. Forse teme che qualcuno o qualcosa possa minacciare l’impero economico che è riuscito a mettere in piedi con tanti sacrifici. Qualunque cosa, anche la più banale, lo manda in crisi. Chi gli sta accanto non sa più come approcciarlo. La moglie e la figlia sono sull’orlo di una crisi di nervi; non possono uscire di casa perché lui glielo impedisce. Anche i suoi dipendenti sono stanchi di tollerare quelle assurde manie ossessive.

A un certo punto le sue fisime oltrepassano la soglia del ridicolo: licenzia il suo dipendente Malvurio solo perché è convinto che porti sfortuna. L’uomo minaccia di denunciarlo, portarlo in tribunale e intentare una causa per calunnia. Sembra il preambolo di una tragedia, quando sulla soglia del suo ufficio appare Sammaria, un giovane in cerca di lavoro. Sembra intelligente, gioviale e preparato, ma il commendator Savastano è attratto da un’altra qualità di quel giovane: la sua gobba. Da qui partono una serie di eventi paradossali ed esilaranti che vedranno al centro della vicenda la credulità del povero commendator Savastano.

Biglietti disponibili presso il botteghino del lo stesso Teatro aperto tutte le mattine dalle 9 alle 13; oppure presso Box Office e Pausa Caffè. Ticket a 35, 30 e 25 euro. Info ai numeri 099:4533590 e 329:0779521.

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