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Operazione “Bad Boys”, i maggiorenni negano e i minori non parlano

Operazione “Bad Boys”
Operazione “Bad Boys”

”Nessuna estorsione. Solo prestiti o pagamenti per alcuni lavoretti”. Si sono difesi così i maggiorenni arrestati nel blitz “Bad Boys” per aver spillato ogni mese una parte della misera pensione ad un disagiato psichico. Gli indagati maggiorenni sono stati interrogati ieri mattina dal gip del Tribunale di Taranto , Benedetto Ruberto. Tutti i minorenni hanno fatto, invece, scena muta dinanzi al gip Paola Morelli.

Tranne uno, il quale avrebbe ammesso gli addebiti riferendo al giudice di essersi pentito e di essere cambiato, nel tempo. Domani saranno ascoltati i due indagati maggiorenni sottoposti al divieto di avvicinamento alla vittima. Nel collegio di difesa tra gli altri, gli avvocati Franz Pesare, Giuseppe Masini, Fabio Falco, Antonio Liagi, Armando Pasanisi e Rosario Frascella. Grazie all’operazione “Bad Boys” i carabinieri hanno scoperto a Sava un caso che ha analogie con quello di Stano, avvenuto nei mesi scorsi a Manduria. Il blitz è scattato all’alba di lunedì scorso con misure cautelari a carico di dodici maggiorenni e di otto minorenni. In azione i militari della Compagnia di Manduria e del Comando provinciale i quali hanno notificato provvedimenti restrittivi a persone ritenute responsabili, a vario titolo, di estorsione continuata, furto aggravato, rapina, detenzione e porto illegale di arma da sparo, atti persecutori.

L’indagine condotta dai carabinieri dalla Stazione di Sava è iniziata per puro caso dopo l’incendio scoppiato l’8 giugno scorso nell’abitazione del 61enne disagiato psichico, il quale ha poi dichiarato agli investigatori che il rogo si ersprigionato dal camino mentre stava bruciando alcuni documenti. Nel corso del sopralluogo i carabinieri avevano notato in quella casa cumuli di carta e di plastica e avevano saputo che l’uomo era dedito allo smaltimento, presso l’isola ecologica di Sava, di materiale che raccoglieva in casa di privati o in attività commerciali in cambio di piccole somme di denaro. Soldi che erano necessari per integrare la sua pensione di invalido civile (cinquecento euro) e, purtoppo, per far fronte alle continue richieste estorsive di una banda di giovani del luogo.

1 Commento
  1. Stella 3 settimane ago
    Reply

    Vergogna, solo questo mi sento di dire, vergogna tutti, i ragazzi, i genitori e anche la popolazione che sapeva e ha preferito tacere, collusi tutti. In un Paese cattolico come il nostro non è certo questo l’insegnamento che riceviamo…riflettete…

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