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I sindacati: «Nessuna fermata alle centrali elettriche per l’ex Ilva»

ArcelorMittal
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“I lavoratori delle centrali non procederanno ad alcuna fermata degli impianti e rigettano al mittente la improvvida comunicazione aziendale”. È quanto hanno deciso le segreterie territoriali di Filctem-Cgil, Flaei-Cisl, Uiltec-Uil e Ugl Chimici che così intendono manifestare la “forte preoccupazione per le pesanti ripercussioni occupazionali che rischia di subire il territorio di Taranto a fronte del “caso ArcelorMittal”.

I sindacati, in una nota, evidenziato che il comparto elettrico legato al siderurgico, “rischia di subire una notevole ripercussione occupazionale”, nel caso in cui si dia seguito al cronoprogramma sulla fermata degli impianti decisa dalla multinazionale franco- indiana. Sono un centinaio i lavoratori delle due centrali elettriche legate a ArcelorMittal Italy Energy definite “una realtà necessaria e strategica, atteso che sono state la migliore garanzia industriale ed ambientale per lo stesso stabilimento” e che “realizzano un’attività di autoproduzione di energia elettrica per lo stabilimento, utilizzando i gas di risulta delle lavorazioni delle acciaierie”.

Lo stop degli impianti comporterebbe “automaticamente il blocco delle stesse centrali elettriche” contro cui i sindacati sono pronti a mobilitarsi a “difesa di un fondamentale sito industriale per l’economia nazionale, per lo sviluppo del Mezzogiorno, per i posti di lavoro interessati, in un territorio che già soffre una grave precarietà occupazionale”.

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