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Giovanni Allevi: «Vicino ai tarantini»

Giovanni Allevi
Giovanni Allevi

ROMA – «Tutto il mio sostegno va ai lavoratori e alle famiglie dell’ex Ilva e il mio pensiero va anche alle tante famiglie che vivono con sofferenza le condizioni ambientali impossibili del territorio e le drammatiche conseguenze: sono sicuro che scelte politiche illuminate sapranno risolvere una situazione che sta a cuore a tutti noi, magari con un lavoro complesso di riconversione». È il pensiero di Giovanni Allevi sulla situazione siderurgica di Taranto, alla presentazione del suo nuovo album “Hope” in uscita venerdì 15 novembre.

«I tempi sono maturi per ricominciare a parlare e a diffondere la speranza, non solo in un mondo futuro più bello, ma riuscire a cogliere adesso questo incanto che è nascosto nella nostra quotidianità, anche se ogni giorno affrontiamo momenti di difficoltà», ha aggiunto. «Si tratta del mio primo lavoro di musica sacra con uno standard verso l’alto – ha accennato – Il Coro dell’Opera di Parma e l’Orchestra Sinfonica Italiana rappresentano il regalo ideale per raggiungere una dimensione mistica e per regalare una ventata di speranza». Nel disco ci sono anche le voci bianche dei Pueri Cantores della Cappella Musicale del Duomo di Milano.

«Vedo negli occhi delle nuove generazioni delinearsi un mondo più bello ad attenderci – ha confidato – Ho voluto inserire nell’album le angeliche voci dei Pueri Cantores, una istituzione che vive dal 1400: quei bimbi ci hanno regalato l’incanto ed il candore». L’elemento nuovo di questo lavoro è l’arrivo della batteria. «È un lavoro che guarda al presente e non poteva mancare la ritmica di una sorprendente batteria che irrompe per la prima volta miei album – ha precisato – É entrata in una veste del tutto inedita in alcuni arrangiamenti». C’è meno pianoforte rispetto ai lavori precedenti. «Il mio amato pianoforte non manca, soprattutto nei brani di ispirazione natalizia – ha sostenuto – Indubbiamente le voci del coro sono le protagoniste di questa nuova avventura musicale, insieme all’intreccio delle melodie; il talento dei musicisti, il loro impegno e la loro passione, ci conducono in una esperienza mistica che ci lascia nel cuore la speranza e la fiducia nel mondo contemporaneo». Uno degli inediti dell’album è “O generosa!”.

«Ho voluto aprire l’album sulle note del brano più gioioso ed energico che abbia mai scritto, un madrigale per coro e orchestra – ha confessato – È l’inno del calcio italiano; quando l’ho composto non ho pensato al grande business di questo sport ma al campetto polveroso della parrocchia di San Giacomo della Marca vicino casa ad Ascoli dove da ragazzino passavo attimi indimenticabili con i miei amici. “O genero sa!” invoca una forza nobile a trasformarci in campioni nella vita, prima che sul campo». L’altro inedito è “Vocalise”, un brano a cappella. «È un brano che ho scritto per il coro giapponese del teatro di Kagoshima in occasione del mio ultimo concerto sul palco di quella città dove tre anni fa ho quasi perso la vista per via di un distacco di retina – ha rivelato – Poiché è stato scritto per dei musicisti giapponesi, ho preferito non mettere le parole e lasciare che le note si esprimessero attraverso un vocalizzo: è l’unico brano dell’album che racconta una struggente malinconia, ma nel finale c’è una luce ad attenderci».

“Sotto lo stesso cielo”, la cui prima stesura della partitura è stata consegnata direttamente nelle mani di Papa Ratzinger, è tutt’ora conservata nella Biblioteca Musicale del Vaticano. «Ricordo con grande emozione il momento in cui, in una festosa sala Nervi in Vaticano, ho consegnato ufficialmente la partitura della mia cantata sacra nelle mani del teologo Papa Ratzinger – ha confermato commosso – Lui, da musicista, l’ha aperta subito e mi è sembrato iniziasse a seguire nella mente alcune melodie, mentre intorno era un tripudio della folla: ora finalmente possiamo ascoltare quella che è forse la mia opera più folle e complessa che racconta lo stupore incantato nei confronti della natura e la tensione al diviso, suo artefice». I concerti dell’Hope Christmas Tour prevedono l’esecuzione di grandi classici natalizi nei più importanti teatri italiani.

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