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Tommy Terrafino»:«Io comico per caso, quasi…»

Il cabarettista si racconta prima dello spettacolo al Tarentum

Tommy Terrafino
Tommy Terrafino

TARANTO – «Ho superato i quaranta, ma è a diciassette anni che ho sentito il richiamo del palcoscenico, in modo fortuito come talvolta accade, precisamente in un villaggio turistico». Tommy Terrafino, artista pugliese, ormai noto ovunque attraverso passaggi televisivi e successo registrati con “Il boss dei comici” su La7 prima, e successivamente con “Made in Sud” su Raidue, è il secondo ospite della rassegna “Cabaret al Tarentum”.

Terrafino salirà sul palco dell’Auditorium di via Regina Elena a Taranto, domenica 17 novembre alle 19.00. Orario singolare per il genere di spettacolo che, però, al suo debutto ha raccolto i favori di un pubblico che ha condiviso la scelta di Renato Forte, direttore artistico della rassegna. Scopo principale: non provocare attriti all’interno di coppie e famiglie che, in altri orari, si troverebbero di fronte al dilemma partita di calcio in tv o spettacolo in teatro. Terrafino sta attraversando un momento di grande popolarità. Fra i suoi personaggi, il parcheggiatore abusivo e il “vegano” (più vittima che promotore dell’ultima moda in fatto di diete). «Carica, carica! Vieni, vieni…frena!», uno dei suoi tormentoni. Torniamo per un istante al villaggio turistico. «Ibiza, la cosa ormai risale a un po’ di anni fa, appassionato di pittura fui ingaggiato in qualità di scenografo per un villaggio della Francorosso; disgrazia volle, che l’animatore, un tarantino, facesse un incidente in moto e, non volendo, lasciasse il suo posto al sottoscritto. Fu in quel momento che scoprii una vena brillante, a seguire sostenuta da una certa caparbietà, tipica di noi pugliesi…».

Di mezzo, pare di capire, un’accademia e non solo quella. «Roma, iscritto e rapito dalla tecnica e dalla creatività sollecitate da un corso professionale; tornato in Puglia, ho aperto un locale, il “Delter club”, nel quale ospitavo artisti e spesso mi cimentavo in monologhi o spettacoli con l’altra metà di un sodalizio artistico, Savino & Terrafino, durato ben sedici anni, fino a quando il mio collega ha deciso di mollare il colpo; avevamo fatto tv importani, da Teleregione a Telenorba, ma da quel momento in poi avrei dovuto declinare dialoghi fatti di “botta e risposta” a monologo». Va bene il parcheggiato, poi il “vegano”. «Qualcuno mi aveva sconsigliato di fare monologhi sul pensiero vegano, considerato di nicchia, invece non solo mi è andata bene, ma ho vinto il Festival del cabaret a Martina Franca, la manifestazione di Giovanni Tagliente nota in tutta Italia; la prima occasione televisiva con La7, “Il boss dei comici”, un’idea di Nando Mormone: trecento aspiranti comici, una selezione dolorosa, ma alla fine ero stato scelto per il programma; a seguire, “Made in Sud”, prodotto dallo stesso Mormone». Un altro esame. «Trasmissione in diretta su Raidue, non sono ammesse distrazioni; l’Auditorium di Napoli, una muraglia di mille persone che devi far ridere, altrimenti sono guai: mi è andata bene, sono felice di come si evolvono i miei personaggi, del favore del pubblico, il che significa essere sulla buona strada»

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