Claudio Signorile
Claudio Signorile

La crisi del sistema politico passa attraverso il dissolvimen­to dei partiti e la riformulazione dei percorsi politici di formazio­ne e gestione del consenso e della governabilità.

Non siamo in uno scontro fra partiti e programmi, ma nel tentativo di presentare in ogni passaggio, una sorta di plebi­scito nei confronti del leader (chiunque sia) e dei suoi obiet­tivi, che in realtà si presentano come comportamenti mediati­ci e parole d’ordine.

Ma un sistema politico effi­ciente va costruito da subito; non si deve accettare, come sciaguratamente è stato fatto nel passato, la leaderizzazio­ne del confronto.

Non si può puntare, almeno nel medio periodo, sulla rina­scita dei partiti e degli schie­ramenti. Si deve ripartire dalle comunità e dal territorio, dai suoi interessi, dalle sue iden­tità. Il nuovo sistema politico si ricostruisce con il civismo fe­derativo.

Civismo, perché nei valori ci­vici la comunità trova il senso concreto della democrazia go­vernante, definisce i suoi inte­ressi, non li fa condizionare da scelte ideologizzate e da con­venienze di parte.

Federativo, perché più comu­nità si uniscono per comuni interessi,funzioni, identità, bi­sogni, ed attraverso le istitu­zioni riformate, esprimono nel foedus quella strategia di go­verno e quelle funzioni ammi­nistrative che rispondono alle esigenze globali e locali di en­tità storicamente compiute e definite come la città, la regio­ne ed infine lo Stato.

Gli schieramenti verrànno; le diversità valoriali emergeran­no; le contrapposizioni di in­teressi si manifesteranno; ma la materia della politica come vita della democrazia sarà nuova e rinnovata in conti­nuazione. Come fattori costi­tutivi dell’organismo sociale consideriamo: lo Stato (che esprime i diritti del cittadino alla sicurezza, all’ordine, alla eguaglianza, alla libertà).

Il Mercato (nel quale si re­alizzano i profitti, il lavoro, la ricchezza, le fiscalità); la Cultura(la identità individua­le e territoriale e la comunità dove non uno vale uno ma uno è con uno).

La democrazia fondata su questi fattori ha finora operato come democrazia verticale.I partiti organizzavano il con­senso popolare, che veniva portato nelle istituzioni, che amministravano con la buro­crazia (alta, media, diffusa).

Per più di 50 anni dalla politica è venuto l’impulso al funziona­mento delle istituzioni ed alla vitalità del territorio e delle co­munità.

Il declino della politica come motore decisionale ha inde­bolito un sistema istituzionale che non era costruito per es­sere autonomo ed alternativo.

Si sono aperte crepe di funzio­nalità, efficienza e rappresen­tatività sia nei corpi dello Stato (elettivi e e separati), che nel sistema degli enti locali e nel­le funzioni amministrative e di servizio.

Il degrado della politica e l’i­nefficienza delle istituzioni, è stato un motivo dominante nella coscienza negativa del popolo italiano verso lo Stato.

Il superamento di questa ne­gatività che determina una cri­si di fiducia nel Paese è legato alla crescente diffusione dello spirito civico come ispiratore di nuove forme di associazione, e di valorizzazione del capi­tale civico già esistente e non utilizzato nel tessuto sociale e nella coscienza del popolo.

Se il civismo associato copre il vuoto lasciato dalla crisi della politica e dal collasso dei par­titi,

si possono determinare le condizioni per l’affermazione di quella democrazia orizzon­tale in grado di dare vitalità al nostro organismo sociale.

Il civismo associato si esprime attraverso l’autonomia federa­tiva nel determinare l’unione di comunità per finalità ed in­teressi solidali, nella realizza­zione degli obiettivi di risana­mento e di sviluppo.

L’autonomia federativa ammi­nistra con le competenze sem­plificate che sono il risultato di un risanamento radicale della­macchina burocratica che sia generazionale, tecnologica, e di efficienza pubblica.

Il civismo federativo è il meto­do di governo orizzontale, che parte dal primo gradino del­la democrazia per diffondersi nella pratica applicazione dei suoi valori.

La Confederazione dei civici, deve essere non un partito, ma un protagonista di servizio nella costruzione di un nuovo sistema politico e di nuovi sog­getti attivi in una democrazia diffusa ed orizzontale.

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