Cronaca News

Sulle strade joniche meno incidenti mortali, ma più feriti

I dati Istat per il 2018

Un incidente stradale - archivio
Un incidente stradale - archivio

Meno morti sulle strade tarantine nel 2018. Meno in­cidenti ma più feriti rispetto all’an­no precedente. Sono i dati forniti dall’istat.

Nel 2018 a Taranto e provincia si sono verificati 1172 incidenti (1180 nel 2017). Diciotto i morti mentre nell’anno precedente erano stati quasi il doppio (trentatrè). I feriti sono stati 1999 e cioè ventisette in più rispetto all’anno precedente (1972).

Nel 2018 si sono verificati in Puglia 9.693 incidenti stradali che hanno causato la morte di 201 persone e il ferimento di altre 16.149. Rispet­to al 2017, così come accade nel resto del Paese, diminuiscono gli incidenti (-1,0%) e le vittime della strada (-14,8%) mentre aumenta leggermente il numero dei feriti (+0,2%) in contrapposizione alla tendenza nazionale che presenta una diminuzione per quest’ultimo aggregato

La Puglia rispetto agli obiettivi europei
I Programmi d’azione europei per la sicurezza stradale, per i decenni 2001-2010 e 2011-2020, impegna­no i Paesi membri a conseguire il dimezzamento dei morti per inci­dente stradale con una particolare attenzione, nel decennio in corso, agli utenti vulnerabili.

Nel periodo 2001-2010 le vitti­me della strada si sono ridotte del 36,8%, meno della media naziona­le (-42,0%); nel periodo 2010-2018 si registrano variazioni, rispettiva­mente di -31,2% e -19%. Sempre fra 2010 e 2018 l’indice di mortali­tà sul territorio regionale è diminu­ito da 2,3 a 2,1 deceduti ogni 100 incidenti mentre quello medio na­zionale è rimasto invariato (1,9). In Puglia, nel 2018, l’incidenza degli utenti vulnerabili per età (bambi­ni, giovani e anziani), deceduti in incidente stradale, è inferiore alla media nazionale (44,3% contro 45,3%).

Guardando invece agli utenti vul­nerabili secondo il ruolo che essi hanno avuto nell’incidente (con­ducenti/passeggeri di veicoli a due ruote e pedoni) il loro peso relativo (sul totale dei deceduti) misurato nella regione è inferiore nel 2018 a quello nazionale (35,3% con­tro 48,8%). Negli ultimi otto anni (2010-2018) l’incidenza di pedoni deceduti risulta invariata in Puglia (8,9%) mentre nel resto del Paese è aumentata da 15,1% a 18,4%

I costi sociali
I costi sociali degli incidenti stra­dali quantificano gli oneri econo­mici che, a diverso titolo, gravano sulla società a seguito delle con­seguenze di un incidente stradale. Nel 2018 il costo dell’incidentalità con danni alle persone è stimato in oltre 17 miliardi di euro per l’intero territorio nazionale (283,1 euro pro capite) e poco meno di 1 miliardo e 100 milioni di euro (267,9 euro pro capite) in Puglia; la regione incide per il 6,4% sul totale nazionale.

Il rischio di incidente stradale
Tra il 2017 e il 2018 l’indice di lesività aumenta da circa 164,7 a 166,6; diminuiscono, invece, l’in­dice di mortalità che varia da 2,4 a 2,1 decessi ogni 100 incidenti e quello di gravità (misurato dal rapporto tra il numero dei deces­si e la somma di decessi e feriti moltiplicato 100) che passa da 1,4 a 1,2. L’incidentalità rimane alta lungo la costa e nei comuni capo­luogo di provincia. La pericolosità si conferma alta lungo le strade SS 016, SS 100, SS 007, SS172 e nelle zone interne del foggiano. L’indi­ce di mortalità diminuisce in tutti i comuni capoluogo ad eccezione di Bari e Brindisi, che registrano un aumento.Nel 2018 il maggior nu­mero di incidenti (6.713, il 69,3% del totale) si è verificato sulle stra­de urbane, provocando 53 morti (26,4% del totale) e 10.578 feriti (65,5% del totale). Rispetto all’an­no precedente i sinistri diminui­scono dell’1,1% in ambito urbano, del 6,7% sulle autostrade e dello 0,5% sulle strade extraurbane. Gli incidenti più gravi avvengono sulle strade extraurbane e sulle autostra­de (rispettivamente 5,1 e 1,4 deces­si ogni 100 incidenti).Sulle strade urbane il 37,9% dei sinistri stradali avviene in prossimità di un incro­cio, il 33,9% lungo un rettilineo seguono quelli che si verificano nei pressi di una intersezione (22,0%) e in curva (3,3%). Sulle strade ex­traurbane il 54,9% di incidenti si verifica lungo un rettilineo, il 18,0% degli incidenti si verifica in curva, il 12,5% in corrispondenza di un incrocio e il 10,5% nei pressi di una intersezione.

I mesi e le ore più a rischio
Nel periodo primaverile ed estivo la concentrazione degli incidenti è più elevata, in coincidenza con la maggiore mobilità legata a periodi di vacanza. Tra maggio e settem­bre si contano 4.419 incidenti (il 45,6% di quelli avvenuti durante l’anno) in cui hanno subito lesioni 7.470 persone (46,3%) e 101 sono decedute (50,2%) (Figura 5). Circa il 75 % degli incidenti ha luogo tra le 8 e le 20 ma l’indice di mortalità raggiunge i valori più elevati nelle fasce orarie notturne a le prime ore del giorno ed in particolare tra le 5 e le 6 (13,7 morti ogni 100 inciden­ti) con un valore di molto superiore alla media giornaliera (2,1). Il ve­nerdì e il sabato notte si concentra­no il 41,8% degli incidenti notturni, il 47,8% delle vittime e il 44,5% dei feriti. L’indice di mortalità dei soli incidenti notturni è pari a 3,1 de­cessi ogni 100 incidenti.

Gli incidenti stradali nelle aree urbane, intermedie e periferiche
In Puglia il 51,7% degli incidenti stradali è concentrato nei Poli ur­bani ; considerando anche le Aree di cintura, che comprendono i co­muni più prossimi ai Poli, si arri­va al 81,4% del totale. Nei comuni delle Aree interne, caratterizzate da distanze superiori ai 20 minuti di percorrenza dai Poli urbani, gli incidenti rappresentano il 18,6% del totale regionale.Nel totale dei Centri il numero delle vittime si riduce del 24,3% rispetto al 2017. Nelle Aree Interne le vittime, in­vece, aumentano del 13,6%. Anche gli indicatori statistici di mortalità e gravità evidenziano una situazio­ne critica nelle Aree interne, dove nel 2018 si registrano valori (rispet­tivamente 3,7 e 2,1) superiori alla media regionale (2,1 e 1,2). Gli in­dici di mortalità e gravità raggiun­gono quota 4,8 e 2,5 nei comuni Ultra periferici.

Nel totale dei Centri gli indicatori statistici di mortalità e gravità (ri­spettivamente, 1,7 e 1,0) registrano una diminuzione rispetto al 2017.

I comportamenti a rischio e le persone coinvolte
La maggior parte degli incidenti stradali avviene tra due o più veico­li (76,6%); la tipologia di incidente più diffusa è lo scontro frontale-laterale (3.877 casi, 54 vittime e 6.918 feriti), seguita dal tampo­namento (1.659 casi, 25 decessi e 3.205 persone ferite). La tipologia più pericolosa è lo scontro fronta­le (8,1 decessi ogni 100 incidenti), seguono l’urto con ostacolo ac­cidentale (6,0) e la fuoriuscita del veicolo (3,8). Gli incidenti a vei­coli isolati risultano più rischiosi, con una media di 3,1 morti ogni 100 incidenti, rispetto a quelli che vedono coinvolti più veicoli (1,8 decessi). Nell’ambito dei compor­tamenti errati di guida, il mancato rispetto delle regole di precedenza, la velocità troppo elevata e la gui­da distratta sono le prime tre cause di incidente (escludendo il gruppo residuale delle cause di natura im­precisata). I tre gruppi costituisco­no complessivamente il 47,1% dei casi. Considerando solo le strade extraurbane, la velocità troppo ele­vata e la guida distratta incidono rispettivamente per il 17,6 e 16,8%. Il tasso di mortalità standardizzato è più alto per la classe di età 15-29 anni (7,0 per 100mila abitanti).

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