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Ex Ilva, il Ministro Patuanelli: «Una multinazionale pensa di poter trattare l’Italia come una colonia»

Le dichiarazioni del Ministro per lo Sviluppo economico al "Sole 24ore"

Arcelor Mittal
Arcelor Mittal

“C’è in gioco il sistema Paese e una multinazionale che pensa di poter trattare l’Italia come una colonia, acquisendo un’azienda strategica per poi decretarne la morte in via unilaterale, in deroga ai contratti ed eliminando dal mercato la concorrenza contro cui aveva vinto una gara europea”. È quanto dichiara il Ministro per lo Sviluppo economico, Stefano Patuanelli in una intervista rilasciata al quotidiano “Il Sole 24 ore”.

“Mi spiace si tiri in ballo ancora la questione dello scudo, quando dal primo istante dall’incontro a palazzo Chigi lo stesso premier ha sgomberato il campo da questa ipotesi e dopo che la stessa azienda ha scritto nero su bianco che non è quello il problema. Arrivati a questo punto credo che più di dire che è stato fornito un alibi è più corretto dire che è stata tolta la maschera all’azienda che aveva programmato ben prima il suo disimpegno – forse dal primo giorno-  e che oggi parla addirittura di spegnimento, compromettendo il funzionamento dell’acciaieria”, ha rimarcato ancora Stefano Patuanelli al quotidiano “Il Sole 24 ore”.

“ Credo che i nostri parlamentari abbiano espresso la migliore posizione possibile. Hanno capito che il problema dello scudo era un pretesto e non si sono fermati davanti alla forma hanno badato alla sostanza”, ha detto il Ministro per spiegare la disponibilità dei parlamentari del Movimento 5 Stelle a ridiscutere l’introduzione dello scudo se dovesse essere necessario. “Io – prosegue Patuanelli – personalmente come ho già dichiarato, ritengo che si possa valutare l’inserimento di una norma di rango primario che esplicita il principio espresso nell’articolo 51 del codice penale, un principio già presente nel nostro di una mento. L’impressione che ho  oggi è che ArcelorMittal non voglia una protezione sui crimini commessi in passato – che sarebbero già scudati dal nostro ordinamento giuridico – ma per quelli che avrebbe commesso in futuro”.

“Se parliamo di esuberi non c’è alcuna intenzione del Governo di rivedere il contratto. Se parliamo di un accompagnamento momentaneo una fase di contrazione del mercato, il Governo è pronto a fornire tutte le soluzioni. Non è questo il caso”. Per il ministro il taglio del numero degli operai del siderurgico tarantino, è una decisione strutturale: “Ce lo ha detto chiaro e tondo Mittal: per loro la produzione a 4 milioni di tonnellate 5000 esuberi sono strutturali non legati al mercato”. E ricorda: “D’altronde hanno chiuso da poco un deal in India, cui  stavano lavorando da un paio d’anni per la produzione di otto – dieci milioni di tonnellate, circa la quantità che avrebbero dovuto raggiungere a Taranto una volta ultimato il piano ambientale. Che strana coincidenza”.

1 Commento
  1. ciccio 4 settimane ago
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    Mentre uno stato ( L’italia) pensa di trattare Taranto come una colonia…

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