11 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 11 Aprile 2021 alle 17:10:34

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Tiziano Ferro: «È l’album del cambiamento»

“Accetto miracoli” oggi in uscita in tutto il mondo. Contiene 12 tracce

Tiziano Ferro
Tiziano Ferro

«È surreale uscire con questo disco perché la mia vita è cambiata dal 2016 e il cambiamento finisce sempre all’interno di un disco. Sono molto orgoglioso di questo di­sco, fresco, onesto, energico, frutto di esperienze nuove».È la sintesi fatta da Tiziano Ferro alla presentazione dell’album di inediti “Accetto miracoli”, in uscita venerdì 22 novembre in tutto il mondo.

«Con il produttore Timbaland il cambiamento è stato più gran­de – ha sottolineato – Cambia­re a quasi 40 anni e rimettersi in gioco da alunno mi ha fat­to tornare a confrontarmi con una creatività che col tempo era cambiata: in pratica mi ha costretto a partire da zero».

“Accetto miracoli” esce su cd, vinile, vinile rosso e in di­gitale: contiene i 12 brani “Vai ad amarti”, “Amici per errore”, “Balla per me” in duetto con Jovanotti, “In mezzo a que­sto inverno” (produzione del­lo stesso artista, per la prima volta in un suo album), “Come farebbe un uomo”, “Seconda pelle”, “Il destino di chi visse per amare”, “Le 3 parole sono 2”, “Casa a Natale”, “Un uomo pop”, “Buona (cattiva) sorte” e “Accetto miracoli”.

«Mettersi a disposizione di un progetto diverso dai miei pre­cedenti ha trasformato la mia vena creativa – ha ammesso – Avevo bisogno di cambiare e divertirmi: con la musica si può ancora giocare, dopo quasi 20 anni di carriera».

È un disco che lascia spazio anche alle tenerezze.

«Ci sono episodi di vario gene­re – ha riflettuto – A Timbaland avevo chiesto un beep degli anni novanta e alla fine l’ho preso per sfinimento.

Le canzoni sono ispirate dalla tenerezza. Il disco è nato dal testo di “Accetto miracoli” che non aveva ancora la musica e ho accolto i cambiamenti».

Nella canzone “Balla per me” c’è il duetto con Jovanotti, l’u­nico dell’album.

«Lorenzo è stato il primo idolo della mia vita, all’età del man­giadischi e delle musicasset­te e ho avuto il suo poster in stanza – ha rivelato – In contro­tendenza a carnevale mi sono vestito da Jovanotti a scuola dove ho aperto anche un fan club dedicato a lui mentre un altro alunno ne fondò uno dedicato a Morandi facendo iscrivere anche la maestra; l’ho conosciuto nel 2015 a New York in uno studio e la canzone è arrivata, gliel’ho fatta ascoltare ed è saltato sopra una sedia dalla gioia: sembra che cantiamo insieme da sempre». Tiziano Ferro sarà in tour negli stadi italiani con TZN2020 a partire da maggio 2020 per essere il 3 luglio allo stadio San di Bari.

«180 mila biglietti già venduti sulla fiducia senza ancora aver ascoltato le canzoni di questo disco è sicuramente gratifican­te – ha commentato – Ho il ter­rore di crollare nelle abitudini e arrivare agli stadi mi sembra irreale. I concerti saranno la festa dei miei 40 anni e farò si­curamente le canzoni del pas­sato ma anche queste nuove».

In Europa sarà un tour indoor nell’autunno 2020, dieci date fra novembre e dicembre.

«Sono europeista, anche se vivo in California, ampolla di­versa che non esiste appena passi il suo confine – ha ribadi­to – É lì la mia famiglia che na­sce dalla convenienza perché lui lavora lì, lì ho trovato l’amore e non lo so neanche dove sto.

Guardo l’Europa, ho sempre la radio sincronizzata, non mi sentirò mai a stelle e strisce anche se Los Angeles mi ha abbracciato: spero nell’evolu­zione della civiltà».

Inevitabile toccare il tasto della sua nuova famiglia.

«Ho tentato di vivere questa relazione a modo mio e non la conoscevo ancora – ha preci­sato – Victor l’ho protetto con la mia famiglia e con gli amici: tutto giocava contro, la diffe­renza di età, ma dopo 2 anni e mezzo ho deciso che fosse giunto il momento di parlarne perché era diventata una real­tà ed è stato importante averlo esternato a cosa fatta, avevo il bisogno di celebrare il ma­trimonio e farlo partecipe alla gente. Al periodo del matri­monio stavo scrivendo questo disco».

Infine Ferro ha sfiorato il mo­mento politico in Italia.

«Votate se potete – ha confes­sato – Io non ho una posizione politica precisa ma è certo che stiamo attraversando un mo­mento confuso: mi sento italia­no al 100% e vedo mancanza di senso civico».

Franco Gigante

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