29 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 29 Luglio 2021 alle 09:44:00

Cronaca News

Il Premier Conte: «Negoziato aperto, abbiamo bisogno di qualche settimana»

Il capo del Governo parla dell’incontro con Mittal. Prende corpo un ruolo per Invitalia

Il Premier Conte nello stabilimento Ilva
Il Premier Conte nello stabilimento Ilva

«Il signor Mittal in questa ultima interlocuzione ha assunto una posizione completamente diversa, rispetto al precedente incontro in cui ci aveva notificato di voler recedere. Abbiamo aperto il negoziato, ma ora questo negoziato deve svilupparsi con tranquillità. Chi conosce come funziona c’è da valutare i risvolti economici, giuridici. Abbiamo bisogno di qualche settimana di tempo». A fare il punto sul caso Ilva è il premier Giuseppe Conte, che della vicenda ha parlato nel corso di un punto stampa alla Fca di Melfi.

«Ho concordato, nell’incontro dello scorso venerdì con i proprietari di ArcelorMittal, di pervenire all’elaborazione di un nuovo piano industriale, aperto a nuove soluzione tecnologiche, e, ovviamente, che punti ancora di più a un efficace risanamento ambientale. Laddove si dovesse confermare l’impegno di Mittal, noi siamo anche pronti a un coinvolgimento pubblico. Non accetteremo alcuna soluzione a ribasso, ma vogliamo evitare che venga compromessa la continuità produttiva degli impianti, salvaguardando al massimo il livello occupazionale e, in particolare, anche tutelando quanto più possibile la salute, l’ambiente e la sicurezza sul lavoro», ha aggiunto. Una carta che il premier potrebbe giocarsi è quella di Invitalia. Come riporta Il Messaggero, “prende sempre più corpo un ruolo di Invitalia, l’agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa controllata al 100% dal Mef. L’agenzia è già il soggetto attuatore dei Cis, i contratti istituzionali di sviluppo, ovvero lo strumento legislativo che serve a convogliare fondi europei e nazionali sui progetti strategici che interessano macroaree. Taranto ne ha uno dal 2015, con una dote di più di un miliardo di euro quasi intonsa.

Invitalia è pronta a scendere in campo con la sua task force di personale ultraqualificato (tecnici, architetti, ingegneri, ecc.) per dare una significativa accelerata alla progettazione e alla realizzazione delle opere. Cosa che darebbe una mano non irrilevante anche alla gestione di una parte degli esuberi risultanti dal nuovo piano industriale al quale sta lavorando ArcelorMittal”. Sul tavolo l’ipotesi di un rinvio di qualche settimana dell’udienza fissata per il 27 novembre sul ricorso cautelare presentato dai commissari dell’ex Ilva per fermare l’addio di ArcelorMittal mentre è stata depositata, nella cancelleria del giudice Francesco Maccagnano, l’istanza dei commissari dell’Ilva in As che chiedono una proroga per completare la messa in sicurezza dell’Altoforno 2.

Sulla vicenda del Siderurgico, controcorrente la posizione del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, sul suo blog ospitato da HuffPost: «La vicenda Ilva richiederebbe coraggio da parte di governanti che veramente intendono mettere al centro della loro azione diritto al lavoro, diritto alla salute, diritto all’ambiente. L’Ilva di oggi va chiusa. Questo il mio umile pensiero. Non è ammissibile che, nel 2019, si imponga ancora alle persone di dover scegliere tra lavoro e salute: se rischiare di morire disoccupati per assenza di soldi o morire per tumore a causa della produzione a cui si contribuisce». A parlare anche i Giovani Medici dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della Provincia di Taranto che hanno tenuto una conferenza stampa: «Abbiamo il dovere di difendere la salute dei cittadini non soltanto, come facciamo quotidianamente, portando la nostra opera professionale nella prevenzione e nella cura, ma anche esigendo che l’enorme problema sanitario di Taranto sia il punto cruciale di qualsiasi tavolo di discussione, e che si prendano senza indugi adeguati provvedimenti per la tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, superando la visione dicotomica tra lavoro e vita, una vita che sia esente da rischi inaccettabili per i cittadini e per i lavoratori. Se manca la salute, non c’è lavoro, non c’è futuro».

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