26 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 26 Settembre 2021 alle 20:36:00

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Fab Samperi, un’eccellenza tutta italiana

In giro per il mondo fra vinili, dj, locali: si torna in Italia

Il dee jay e producer italiano, Fab Samperi
Il dee jay e producer italiano, Fab Samperi

Attraverso la mia ricerca personale nel mondo della musica e in particolare di quella di qualità abbiamo, insieme, visto come la Germania sia il Paese più prolifico in termini di band, l’Inghilterra e in particolare Londra quella che ha un pubblico meno scontato, più sofisticato, sempre attento e alla ricerca del nuovo mentre la Francia il Paese che maggiormente offre buone possibilità a chi della musica vuol fare la propria professione. Ma, allora, che ruolo ha l’Italia in tutto ciò? Io ritengo sia assai riduttivo relegare il Bel Paese a fanalino di coda. Anzi, al contrario, così come in molti altri settori, anche nel mondo dei dj producer l’Italia eccelle nella classe, tutta italiana, di proporre personaggi e musica dallo stile unico. Un esempio ne è Fab Samperi, producer che ritengo per mille motivi un vero e proprio marchio di fabbrica. Uniche, singolari, virtuose e riconoscibili sono le sue produzioni. Samperi è un musicista, produttore e dj italiano, attivo nella scena musicale funky breaks e nu-jazz dal 2007. È stato definito l’inventore dello stile “Power Bossa”, che prende il nome dal titolo del suo primo album pubblicato nel 2011 su Agogo Records, l’etichetta di talenti come Mo`Horizons, The Juju Orchestra e Una Mas Trio, tanto per citarne alcuni. Fab non è solo un musicista esperto: è stato anche impegnato a produrre tutta una serie di remix di successo per artisti come Skeewiff, Mo’Horizons, Ursula 1000, Smoove & Turrell, Montefiori Cocktail, Basement Freaks, Bajka e altri. Il Remix degli Skeewiff – Mr.Debonair è stato inserito nel “Best songs of 2013” di Digster. Gli ultimi 3 anni l’hanno visto ottenere una vasta popolarità attraverso le radio nazionali e internazionali di molti

paesi (BBC, WDR, RAI, Triple J), interviste radiofoniche nazionali e un’apparizione televisiva sul canale 3 olandese nazionale. Devo dire che io stesso sono stato affascinato dalla sua musica: non a caso quando l’acquisto ho la sensazione di comprare un abito firmato. L’attenzione per la “ballabilità” delle sue produzioni e la spiccata attitudine a confezionare progetti unici e sofisticati hanno subito fatto nascere l’esigenza di presentarsi con due progetti diversi. Il primo è Fab Samperi; il secondo, invece, è “The captain” aka Fab Samperi. Con questo progetto produce e propone in particolare i re-edit: essendo un maestro del mash up e re del bootleg, ne ha proposti tantissimi e tutti di valore assoluto e vendutissimi. Non a caso la sua ultima uscita in vinile su Ghetto Funk è già uno dei dischi più ricercati dell’anno. La classe e lo stile sono nel suo DNA. Sia che stia pubblicando Goodgroove Records, Resense, ESL o Ghetto Funk oppure che i suoi brani siano mambo, bossa, soul o funk, le sue tracce attaccano sempre il gene dancefloor centrale na

scosto in tutti noi. In sintesi stiamo parlando di un’eccellenza italianissima, di Catania per l’esattezza, che si fa apprezzare in ogni dove e in qualunque situazione. Fab Samperi si è esibito, infatti, in locali di diversa tipologia: da quelli “super lusso” ad altri più tendenziosi del tipo “tane sotterranee”, oltre che in svariati Paesi sparsi nel mondo come Russia, Giappone e tanti altri. Gli pongo la solita domanda riguardo il “decadentismo” musicale. Parte come un treno e dice: «Quel decadentismo di cui parli è così evidente che non può di certo passare inosservato. Non so dalle tue parti, ma dalle mie, questa confusione di ruoli fra dj e pr è un problema che esiste da molto tempo, anche se negli ultimi anni si può dire che sia anche peggiorato. Oltre alla figura del see jay che spesso (e mal volentieri), infatti, si trovava costretto ad improvvisarsi pr, più di recente abbiamo anche assistito al nascere e al diffondersi di una nuova figura: il pr che si improvvisa dj! Con le gravi conseguenze che puoi ben immaginare. In questi eventi “musicali”, la musica non ricopre più un ruolo principale (come dovrebbe essere), ma marginale e ciò che importa è solo che ci sia gente, tanta gente, tanti paganti e dunque grossi profitti. Che sia chiaro: non sono mica contrario al fare cassa. Dico solo che qui mi capita sempre più spesso di osservare questa tendenza ad inseguire il profitto a tutti i costi, anche e specialmente a discapito della varietà e della qualità, sia nella scelta degli “operatori” dietro la regia, ovvero i disck jokey, sia nella vera e propria selezione musicale, che il più delle volte finisce per convergere nella commerciale. Ne consegue il progressivo disabituarsi delle gente alle sonorità più di nicchia e un assuefazione sempre maggiore alla mainstream. Insomma, per farla breve, qui funziona così: se sei un dj e non vuoi farti scalzare dal pr-dj, devi diventare pr tu stesso e metterti in competizione con chi fa questo di professione e, possibilmente, farlo meglio di loro. Il risultato è che fra tutti i dj che conosco dalle mie parti, quelli che suonano più spesso in giro non sono necessariamente i più bravi, ma sono i più bravi a portare gente. Come se ciò già non bastasse a rendere difficile la vita a un dj di nicchia, c’è il fatto che bisogna fare i conti anche con un altro grosso problema che penso sia più tipico delle mie parti, e che ci riguarda anche più da vicino perché investe maggiormente proprio la scena alternativa. È ciò che io chiamo “Le sette”. Sono dei gruppi chiusi di 7 o più dj (che negli anni son diventati anche abili pr) che hanno fatto accordi con alcuni gestori di locali e che,  praticamente detengono l’esclusiva delle club-nights ed eventi alternativi della Sicilia orientale. Li puoi vedere suonare singolarmente a giro nei locali più piccoli, oppure tutti insieme nella stessa line-up all’interno di eventi più grossi, ma sono praticamente sempre loro. E proprio per la loro natura di gruppi chiusi, risulta praticamente impossibile per un outsider riuscire a entrare nella scena, lasciandolo con poche alternative se non quelle del pub». A questo punto ci salutiamo in modo molto affettuoso; gli chiedo le dieci tracce uscite di recente che lui apprezza in modo particolare ma le trovate facilmente tra le chart specializzate di Juno!

Vito Lalinga

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