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Olindo Romano e quel contenzioso che parte da Taranto

In carcere per la “strage di Erba” chiede il rimborso di un Bot ritrovato nel 2006 nella provincia jonica

Olindo Romano
Olindo Romano

Un bot ritrovato tredici anni fa in un mobile ed il contenzioso con Banca d’Italia per ottenere il rimborso. È la storia di Olindo Romano attualmente in carcere con sua moglie Rosa Bazzi per la “strage di Erba”. A fare da sfondo alla vicenda relativa al contenzioso con Banca d’Italia c’è Taranto. Infatti, il titolo fu ritrovato da Olindo Romano il 17 ottobre 2006, mentre sistemava insieme alla moglie il mobilio nella casa di proprietà paterna nella provincia jonica.

Il bot ritrovato nel 2006 da Olindo Romano
Il bot ritrovato nel 2006
da Olindo Romano

«Il bot (presumibilmente appartenuto al padre, oggi defunto) è stato emesso in data 1 luglio 1948, ed è del valore nominale di lire 2000 (duemila) – spiega Luigi De Rossi, dell’associazione Giustitalia – Il titolo, del quale lo stesso non aveva mai avuto contezza, è stato stimato da un nostro consulente che ha valutato un rimborso, con il favore degli interessi legali, della rivalutazione e della capitalizzazione, dalla data di emissione a quella del ritrovamento, di una cifra pari a circa 53.200 euro. Olindo Romano ha conferito mandato alla nostra associazione per agire al fine del recupero della somma presso la Banca d’Italia ed il Ministero delle Finanze obbligati in solido ad “onorare” tutti i debiti esistenti anche prima dell’avvento della Repubblica Italiana. I due Enti, infatti, rispondono in solido non solo dei Titoli di Stato emessi durante la vigenza della Repubblica Italiana, ma anche durante la vigenza del Regno d’Italia.

A seguito dell’inottemperanza degli Enti preposti nel rimborsare la somma dovuta, nonostante i solleciti – evidenziano dall’associazione Giustitalia – abbiamo presentato in nome e per conto del nostro associato, un decreto ingiuntivo contro la Banca d’Italia innanzi al Giudice di Pace di Taranto (competente per territorio quale luogo del ritrovamento del titolo di credito)». Proprio riguardo al rimborso di titoli “antichi” quali libretti di risparmio, buoni e titoli di stato in genere, dall’associazione Giustitalia precisano che «è possibile, per il titolare o per i suoi eredi, richiedere il rimborso, maggiorato degli interessi oltre alla rivalutazione monetaria, a condizione che non sia decorso il termine prescrizionale di 10 anni. Tale termine decorre non necessarimente dalla data di emissione del titolo ma da quando il soggetto titolare è in grado di far valere il proprio diritto. In particolare, anche se il titolo è stato emesso oltre 10 anni fa, ma il soggetto interessato lo ha “ritrovato” solo recentemente (ovvero negli ultimi 10 anni) può agire per il rimborso dello stesso e la prescrizione inizierà a decorrere dal momento del ritrovamento».

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