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21 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 21 Maggio 2022 alle 06:42:03

Cronaca News

Pesca con le bombe, al via gli interrogatori degli arrestati

Dopo il blitz della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza di mare

Il blitz “Tritone”
Il blitz “Tritone”

Attesi gli interrogatori di Cosimo e Carlo Pizzolla, Giuseppe De Lorenzis, Vincenzo D’Alconzo e Daniele Nicandro, finiti agli arresti domiciliari nell’ambito di una operazione contro la pesca di frodo. Il blitz “Tritone” è stato condotto dai militari della Guardia Costiera e della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza.

Le indagini sono state avviate dopo il sequestro di sette chili di esplosivo del tipo Anfo (Nitrato di Ammonio) e di alcuni pezzi di tritolo, nei pressi della banchina di ormeggio dei pescherecci nella Città Vecchia. A partire dal mese di novembre del 2018, Fiamme Gialle e Capitaneria di Porto hanno indagato sul un gruppo specializzato nella pesca con le bombe, nel mare del capoluogo jonico, ricco di biodiversità da tutelare. A sostegno delle tesi degli investigatori, nel corso delle indagini, che sono durate circa cinque mesi, sono stati sequestrati cospicui quantitativi di pesce. L’uso dell’esplosivo è stato di volta in volta, confermato grazie all’intervento del personale medico del Servizio Veterinario della Asl che ha analizzato i pesci.

Ai destinatari delle misure cautelari, vengono contestati “ecoreati”, in particolare i reati di “inquinamento ambientale” e “disastro ambientale”, per aver alterato in modo significativo l’equilibrio di un ecosistema ricco e complesso come il Mar Piccolo e della sua biodiversità, come certificato in passato, al termine di specifici studi, dal locale Istituto per l’Ambiente Marino Costiero/Cnr. Inoltre a carico di uno solo degli indagati è ipotizzato il reato di spaccio di sostanza stupefacente perché trovato in possesso di droga nel corso delle operazioni. Sotto il costante coordinamento della Procura di Taranto, i militari della Guardia di Finanza e della Guardia Costiera hanno inferto un duro colpo ad un gruppo organizzazione specializzato nei cosiddetti “Green Crimes”, a tutela tanto del patrimonio naturalistico e faunistico quanto degli onesti operatori del settore della pesca, messi costantemente in crisi da quanti, operando nell’illegalità, finiscono con l’alterare le regole e l’equilibrio del mercato. Nei prossimi giorni i cinque indagati (i Pizzolla sono difesi dall’avvocato Angelo Casa) compariranno dinanzi al giudice delle indagini preliminari che ha firmato i provvedimenti restrittivi.

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