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Acciaio e Mezzogiorno: filiera da due miliardi

“Nuovi scenari per l’acciaio del Centro-Sud”, iniziativa di Siderweb

Bilanci d’Acciaio
Bilanci d’Acciaio

Si è tenuto ve­nerdì presso la Nuova Fiera del Levante a Bari, il convegno “Nuovi scenari per l’acciaio del Centro-Sud”, organizzato da Si­derweb, in collaborazione con Sideralba.

L’evento rappresenta la ter­za tappa di Bilanci d’Acciaio, l’analisi in chiave strategica e prospettica di oltre 5mila bilan­ci della filiera siderurgica, rea­lizzata ogni anno da siderweb. Come ormai da tradizione, dopo la presentazione nazionale, che si è tenuta a Brescia lo scorso 31 ottobre, la ricerca viene decli­nata in chiave territoriale, con un primo focus dedicato al set­tore delle trafilerie (Lecco, 20 novembre), l’approfondimento di venerdì sullo stato di salute delle aziende del Centro-Sud e un ultimo appuntamento rivolto alla filiera del Nord-Est (Vene­zia Marghera, 4 dicembre).

«La tappa al Sud di Bilanci d’Acciaio, nata grazie all’im­portante collaborazione con Sideralba – ha dichiarato Ema­nuele Morandi, presidente di siderweb – si sposta quest’anno per la prima volta a Bari, negli spazi di MECSPE, la fiera delle tecnologie per l’innovazione or­ganizzata da Senaf.

La scelta di collocare il conve­gno all’interno di una manife­stazione che promuove le nuove tecnologie, la digitalizzazione, il 4.0, non è un caso», continua Morandi. «Vogliamo infatti che l’appuntamento di Bilanci d’Ac­ciaio al Sud diventi non solo un momento di riflessione per gli operatori del settore, ma soprat­tutto uno strumento di confron­to sulle prossime sfide e le op­portunità per il mercato italiano alla luce degli sviluppi del caso-Ilva, ma anche dei cambiamenti e delle innovazioni in atto, che non possiamo non far nostri an­che in siderurgia».

«La collaborazione con Si­derweb e Bilanci d’Acciaio per noi è fondamentale», ha sotto­lineato Luigi Rapullino, ammi­nistratore delegato Sideralba e Gruppo Rapullino. «La nostra volontà è di contribuire ad un evento che accende un faro sulla filiera del Centro-Sud. L’intento è proprio quello di sottolineare come anche le nostre imprese sono in grado di offrire innova­zione ed eccellenze».

LA SITUAZIONE  CONGIUNTURALE
Dopo i saluti introduttivi di Emanuele Morandi (presiden­te siderweb), Cesare De Palma  (presidente di Confindustria Meccanica Bari BAT) e di Mas­similiano Simonelli (direttore territoriale Puglia Centro UBI Banca), la parola è passata agli analisti. Pio De Gregorio, re­sponsabile Industry Trend e Benchmarking Analysis di UBI Banca, ha illustrato la situazio­ne congiunturale, sottolineando che «il quadro economico mon­diale mostra una decelerazione della crescita che è attesa pro­seguire nel corso dei prossimi mesi».

La frenata del commercio inter­nazionale e la guerra dogana­le, soprattutto fra Stati Uniti e Cina, sono tra le cause princi­pali del rallentamento degli in­vestimenti anche dell’area euro. «Qualora i negoziati in corso tra le due potenze avessero esito positivo ci sarebbe una rapida ripresa di fiducia – ha prosegui­to De Gregorio – che consenti­rebbe alle politiche monetarie in atto, di segno fortemente espansivo, di esercitare il loro effetto di stimolo sulla crescita mondiale, che quindi risultereb­be più forte di quella attualmen­te prevista.

Al contrario, un inasprimento delle contese commerciali po­trebbe avere il risultato di spin­gere in recessione tutte le prin­cipali economie avanzate».

I RISULTATI ECONOMICI DELLA FILIERA
La parola è passata poi a Clau­dio Teodori, Docente dell’Uni­versità degli Studi di Brescia, per una panoramica sull’analisi evolutiva della situazione eco­nomico-finanziaria della filiera siderurgica, con particolare fo­cus sull’andamento delle impre­se del Centro-Sud Italia.

Sul totale delle aziende analiz­zate all’interno della ricerca Bi­lanci d’Acciaio, sono 171 quelle appartenenti al Centro-Sud, ov­vero il 10% del totale italiano, per un fatturato pari a 2.254 milioni generato nel 2018 (4% del totale). Ebitda a quota 123 milioni di euro. L’87% delle imprese, nel 2018, ha registrato utili, contro il 91% del 2016.

A differenza di una situazione nazionale di sostanziale stabi­lità, con fatturato e redditività in miglioramento, i dati relativi alle aziende centro-meridionali mostrano, per il periodo 2016-2018 «alcuni segnali di peggio­ramento, soprattutto nell’ambito della redditività.

Di questo rallentamento – ha sottolineato Teodori – hanno maggiormente sofferto la pro­duzione e la distribuzione, an che se in tutti i comparti, ad eccezione del commercio di rot­tame e ferroleghe».

Un momento di confronto sicu­ramente interessante, focaliz­zato su un comparto cruciale dell’economia nazionale che ha in Taranto il suo perno fon­damentale. E proprio la que­stione dell’ex Ilva rappresenta uno snodo cruciale per quanto riguarda questa filiera che inte­ressa direttamente Taranto e la sua provincia.

Proprio per la presenza dell’ex Ilva magari sarebbe stato op­portuno ospitare a Taranto una manifestazione di questa im­portanza.

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