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La crisi del Taranto, ora i “big” possono partire

Dopo le dimissioni di Giove è stato esonerato il direttore sportivo Franco Sgrona

Il Taranto
Il Taranto

La cosa “meno peggio”, alla fine, è proprio la classifica. Perchè non c’è una squadra ammazzacampio­nato, perchè sei punti sono tanti ma non tantissimi, perchè c’è ancora oltre metà campionato da giocare.

Ma si respira, forte, quella sgradevolis­sima sensazione che alla fine anche que­sta sarà l’ennesima occasione perduta da parte del Taranto. Una delle più dolorose, in verità.

Cinque gol subiti e zero realizzati in due partite, entrambe perse. Il Taranto oggi è questo. E poco importa evidentemente che si venisse da quattro successi di fila, coincisi con il bis in panchina di Luigi Panarelli a seguito della cacciata di Ni­cola Ragno. È cambiato tutto. Di nuovo. Ed in peggio.

Ieri mattina l’ultimo annuncio: «Il Ta­ranto Fc 1927, attraverso il direttore generale avvocato Gino Montella, co­munica di aver sollevato dall’incarico il direttore sportivo Franco Sgrona a cui sono rivolti i più sentiti ringraziamenti per la preziosa attività svolta rimarcando la grande disponibilità mostrata anche da un punto di vista umano. A Sgrona il Taranto calcio augura le migliori for­tune personali preservando un rapporto di amicizia che proseguirà nonostante l’interruzione di una collaborazione pro­fessionale».

Licenziato il direttore sportivo, quindi, appena aperta la finestra “invernale” del calciomercato.

Un provvedimento firmato inevitabil­mente da Montella, direttore generale e di fatto unica figura formale attualmente in società dopo le dimissioni del presi­dente Massimo Giove.

Dimissioni irrituali, e non può essere altrimenti visto che al momento non si vede all’orizzonte una figura che possa garantire un reale avvicendamento al timone della società Taranto. Sulla tol­da di comando c’è un ‘facente funzioni’, Montella appunto, mentre al momento non pare essere destinato ad avere un so­stituto l’esonerato Sgrona. Gira il nome dell’ex Turris Francesco Vitaglione, ma­gari però come una sorta di consulente di mercato, non come vero e proprio ds.

L’ipotesi che pare al momento più proba­bile è quella, comunque, di un mercato soprattutto in uscita. Panarelli dovreb­be restare in panchina, ma l’organico si avvia – a sentire i rumors – ad un cam­biamento radicale. Molti dei “big” po­trebbero partire. Genchi, il cui ritorno al momento non è stato felice; Guaita, mai davvero ambientato; Matute, tra i miglio­ri durante la gestione Ragno e poi accan­tonato; Allegrini, non il difensore che ci si aspettava. Ingaggi importanti, come lo è quello di Stefano D’Agostino. Uno che ha masticato amaro, con mister Ragno in panca, e che poi pareva essersi ripreso il Taranto una volta tornato Panarelli. Sino allo 0-3 con il Gravina, sconfitta atipi­ca per come è maturata, su un campo in condizioni semi-impraticabili; e soprat­tutto sino al 2-0 di Fasano. I secondi quarantacinque minuti del Curlo sono indecifrabili. Una caduta rovinosa. Il rosso, con inevitabile squalifica, a D’A­gostino ha rappresentato la ciliegina su una torna avariata, quella della trasferta fasanese. Anche il fantasista, a questo punto, potrebbe chiudere a dicembre la sua avventura tarantina. Voci, indiscre­zioni. I “nomi” che al momento non han­no reso come si sperava potrebbero esse­re sostituiti da giovani a cui chiedere di ‘mangiare il campo’. Al momento, però, il futuro del Taranto pare davvero buio.

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