11 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 11 Aprile 2021 alle 08:07:16

Cronaca News

«Per i Vigili del Fuoco non c’è nulla da festeggiare»

La Fp Cgil pone in evidenza le criticità che riguardano mezzi di soccorso e sicurezza dei lavoratori

Vigili del Fuoco
Vigili del Fuoco

Quasi 13mila vi­gili del fuoco in meno in tutta Italia, difficoltà anche per Ta­ranto, la città dell’emergenza industriale e che di recente ha dovuto far fronte a numerose calamità naturali. Mezzi di soc­corso vetusti con un’età media di 20 anni e drammatica condi­zione di attrezzature e disposi­tivi per la protezione individua­le».

E’ sulla base di queste premes­se che il coordinamento pro­vinciale dei Vigili del Fuoco della Funzione Pubblica Cgil si prepara alla ricorrenza di Santa Barbara, patrona del corpo, ma con nulla da festeggiare.

«C’è poco da rallegrarsi e da fe­steggiare – dicono Gaetano La Corte e Rosanna Resta del co­ordinamento provinciale e che insieme alle donne e agli uo­mini del corpo parteciperanno alla solenne cerimonia del 4 di­cembre dentro la Concattedrale di Taranto, con la sensazione di non essere riusciti ad avere il rispetto che pure gli andrebbe attribuito dal Governo.

L’approvazione della riforma del corpo (DL 127/20189) non ha portato alcun vantaggio – di­cono – eppure i Vigili del Fuoco continuano ad essere il fronte più esposto delle mille emer­genze di salvataggio e sicurezza del nostro paese. Abbiamo avu­to alcuni segnali importanti – dicono ancora La Corte e Resta – con l’arrivo, grazie all’inter­vento del nuovo dirigente di 16 unità, ma resta il problema dei mezzi che vanifica ogni sforzo volto al servizio della comuni­tà».

Proprio nei giorni scorsi il co­ordinatore nazionale della Fp Cgil Vigili del Fuoco, Mau­ro Giulianella, era tornato sul tema in concomitanza del tragi­co terremoto in Albania.

«Abbiamo una grande pro­fessionalità, pagata con pochi euro, ed è urgente adeguare quel trattamento al lavoro che svolgiamo e al rischio che cor­riamo – aveva detto – sia quan­do accorriamo nei luoghi dei disastri in Italia o nelle recenti calamità che hanno riguardato l’Albania». «Rischi che per beffa del de­stino terrebbero fuori dalla copertura Inail per le mattie professionali e gli infortuni sul lavoro, proprio gli operatori maggiormente esposti».

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