21 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Aprile 2021 alle 09:30:12

Cronaca News

Il Secondo Seno del Mar Piccolo diventa di “Classe A”

I produttori potranno inviare le cozze ai centri di spedizione senza passare per depurazione o stabulazione

Produttori di cozze in Mar Piccolo
Produttori di cozze in Mar Piccolo

«Buone notizie per la mitilicoltura tarantina: il 2° Seno del Mar Piccolo rientra nelle aree destinate alla mollu­schicoltura classificate, in ac­cordo alla normativa nazionale e comunitaria vigente, ‘Zona di classe A’».

Lo annuncia la Confcommercio di Taranto mettendo in evidenza le ricadute positive per i militi­colori tarantini.

«La deliberazione della Giunta regionale (la n. 2014 dell’11.11.2019) – pubblicata in data 3 dicembre sul bollettino ufficiale della Regione – atti­nente la classificazione prelimi­nare delle aree marine regionali destinate alla molluschicoltura ed al conferimento ad Arpa Pu­glia del progetto di classifica­zione definitiva, inserisce nella Classe A la zona “Taranto 9.1” (corrispondente al 2° seno del Mar Piccolo), e cioè zona in cui possono essere “raccolti i mol­luschi bivalvi vivi destinati al consumo umano diretto, i quali al momento dell’immissione sul mercato rispettino i requisiti sa­nitari”. In buona sostanza i pro­duttori del 2° secondo seno del Mar Piccolo potranno finalmen­te raccogliere ed inviare presso i centri di spedizione ricono­sciuti, le ‘cozze’ senza passare dal trattamento depurativo o la stabulazione obbligatoria per le zone di classe B, ciò signi­fica tempi di vendita più rapidi e risparmio di costi. Si tratta di un riconoscimento – osservano dall’associazione del commer­cio – in parte scontato perché la Asl di Taranto aveva certificato – attraverso una costante attivi­tà di analisi a campionamento – il ricorrere di condizioni che consentivano l’attribuzione di tale classificazione; il campio­namento infatti -nel 100 % dei campioni- non aveva mai supe­rato, nell’arco degli ultimi tre anni, il limite di E. coli fissato in 230 Mpn/100 gr. di polpa e liquido intervalvare, garante di un prodotto sicuro dal punto di vista igienico sanitario.

Ciò malgrado, la Regione, sotto­valutando il pressing degli ope­ratori, ha ritardo le procedure di approvazione della classifica­zione preliminare andando così a determinare in questi anni non solo l’aggravio di costi per la depurazione del prodotto, ma impendo l’avvio di una campa­gna di comunicazione che con­sentisse di rilanciare l’immagi­ne della cozza tarantina, sempre e solo associata alla situazione di criticità del primo seno».

Una problematica che ha visto impegnate in un percorso di stretta collaborazione le rappre­sentanze provinciali del settore – Agci Pesca, Lega Coop Pesca, Confcommercio – il Comune di Taranto e gli uffici tecnici com­petenti dell’Asl Taranto, «nel comune obiettivo di giungere, attraverso il monitoraggio pe­riodico ed una indagine sanita­ria completa, ad una riclassifi­cazione dello specchio acqueo».

«La classificazione preliminare (nel 2021 si addiverrà alla clas­sificazione definitiva delle aree regionali) rappresenta dunque un ulteriore importante passo in avanti per il rilancio della mitilicoltura tarantina, che pur non superando completamen­te le problematiche che anco­ra permangono nel 1° seno del Mar Piccolo, in accordo con il Comune di Taranto sta lavoran­do su iniziative di sostegno per il settore che prevedono l’avvio di attività di formazione degli operatori, la qualificazione e riorganizzazione dei sistemi di produzione e marketing. Ora il prossimo obiettivo a breve ter­mine sono la realizzazione del punto di sbarco per gli operatori ed il Piano comunale delle Co­ste, in dirittura d’arrivo secondo il Comune di Taranto».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche