21 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 21 Ottobre 2020 alle 06:30:00

Cronaca News

Ex Ilva, Melucci: «Una catastrofe annunciata»

Il sindaco: «Il governo adesso metta da parte equilibrismi e paure»


Ex Ilva

«Catastrofe pur­troppo annunciata. Ma è una disfatta nazionale, non solo ta­rantina, che se non affrontata correttamente e subito segnerà il declino di tutto il Paese. Spe­cie per l’incapacità di affrontare le sfide della modernità e soste­nere le aspirazioni e i bisogni delle comunità locali, ad oggi inascoltate». Parole del sinda­co di Taranto Rinaldo Meluc­ci, commentando la richiesta di esuberi da parte di Arcelor­Mittal alla ripresa delle tratta­tiva con il governo, respinta dai sindacati.

«Il Governo – aggiun­ge – ora metta da parte equili­brismi e paure, ci dica come e se intende tenere aperta quella fabbrica, come assicurerà reddi­to a migliaia di cittadini italiani e bonifiche miliardarie ad una città che ha sacrificato tutto per il benessere e il prestigio dell’I­ talia». «La prudenza è d’obbli­go. Per rispetto al presidente del Consiglio Conte e al Governo non voglio entrare in maniera inopportuna in questa vicenda. Credo però di poter dire, senza timore di contraddire la posi­zione del Governo, che il fatto che ArcelorMittal mantenga al­cune posizioni con riferimento agli esuberi dimostra una scarsa volontà di trovare un accordo»: lo ha dichiarato il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. «È inimmaginabile che Taranto, dopo i sacrifici im­mensi fatti in questi anni, possa alla fine accettare di proseguire l’attività dell’acciaieria ma con una ricaduta sull’occupazione così scarsa e soprattutto con lo Stato che si deve sobbarca­re costi di ogni tipo per gestire esuberi, situazioni di bonifica, probabilmente adesso diranno anche che non sono in grado di pagare i canoni». «Suggerirei ad ArcelorMittal – prosegue Emiliano- di ricordare che han­no un contratto firmato e che da un contratto firmato che è di­ventato non più gradito da chi ha preso questo impegno non si esce gratis o pretendendo dagli altri il sacrificio. È esattamente il contrario: è Mittal che se non ci sta più deve evidentemente risarcire lo Stato, Taranto e la Puglia per i danni che ha arre­cato sbagliando, almeno dal suo punto di vista, a firmare quel contratto».

1 Commento
  1. Filippo Panessa 11 mesi ago
    Reply

    Caro Emiliano non fare il furbo come al solito ,chi deve essere risarcita è la sola Taranto e non altri non sfruttare la situazione per avere tornaconti per altre città a te più simpatiche almeno questa volta non remarle contro come al solito!

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