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L’impegno nel nome di Nadia Toffa

Presentata a Brescia la fondazione in memoria della presentatrice

Nadia Toffa
Nadia Toffa

È nata a Brescia la fondazione in memoria di Nadia Toffa, la presentatrice delle Iene morta per un tumore al cervello a 40 anni.

“Non mi aspettavo tanto soste­gno”, ha detto la mamma, pre­sente con il marito e le altre due figlie alla cerimonia di presen­tazione organizzata a Palazzo Loggia. La fondazione aiuterà diversi centri tra cui l’Istituto neurologico Besta di Milano, dove Nadia è stata curata, il re­parto di oncoematologia pedia­trica dell’ospedale Annunziata di Taranto e alcune associazioni che operano nel territorio della Terra dei fuochi. “Nadia nella sua vita si è sempre battuta per portare alla luce questioni la­sciate ai margini e per dare un aiuto concreto. Con questi stessi valori diamo vita alla fondazio­ne” ha detto Margherita Rebuf­foni, la madre di Nadia Toffa, presente con con il marito e le altre due figlie accanto al sinda­co di Brescia Emilio Del Bono.

Il legame con Taranto si confer­ma indissolubile, nella storia di Nadia.

Nelle scorse settimane, il pre­sidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha incontra­to ieri in presidenza Alessandra Marotta, tra le promotrici della petizione per intitolare a Nadia Toffa, autrice di numerosi ser­vizi televisivi sulla situazione di Taranto e dei gravi danni per la salute dei suoi abitanti, il re­parto di Oncoematologia pedia­trica dell’ospedale Santissima Annunziata di Taranto.

Marotta ha consegnato a Emi­liano e al direttore generale della Asl, Stefano Rossi, un do­cumento contenente 90.938 fir­me raccolte. Contestualmente, Emiliano ha formalmente chie­sto al direttore generale della Asl di Taranto, Stefano Rossi, di dare seguito alla petizione e deliberare l’intitolazione, che potrebbe avvenire già il prossi­mo 18 dicembre, anniversario della data dell’apertura del re­parto in favore del quale Nadia Toffa aveva anche avviato una raccolta fondi.

Emiliano ha inoltre annunciato che il reparto, che fa parte del­la Pediatria del Santissima An­nunziata, sarà ampliato.

Sono già 60 i piccoli pazienti seguiti e «anche se ci sono gra­vi problemi di spazio vista la struttura dell’ospedale che per ora è al centro della città – ha precisato il Dg Rossi – trovere­mo il modo di allargarlo».

«La dottoressa Marotta mi ha telefonato e mi ha detto che sta­va raccogliendo delle firme – ha detto Emiliano – per la intitola­zione del reparto a Nadia Toffa. Come sempre faccio, l’ho presa sul serio, lei mi ha aggiornato man mano del numero di firme che si stavano accumulando. Mi ha detto che era straordinario quello che stava accadendo e, pur non conoscendoci – oggi è la prima volta che ci vediamo qui in Regione – l’ho invitata a consegnarmi le firme. Si tratta di un atto collegato alla città di Taranto e all’ospedale di Taran­to. Alessandra è di Nardò, vive a Santa Maria al Bagno e cio­nonostante ha colto dall’attività giornalistica di Nadia Toffa gli elementi sufficienti per com­prendere l’importanza del suo lavoro. Oggi la Giunta ha dato indirizzo al direttore generale della Asl di procedere senza altri indugi alla intitolazione del reparto a Nadia Toffa. Rin­graziamo anche tutti gli amici di Taranto di Nadia Toffa, gli abitanti del quartiere Tamburi, Ignazio d’Andria il barista del “MiniBar” dei Tamburi: sono stati coloro che con le meravi­gliose magliette “Esco pazzo per te” hanno raccolto con lei una somma molto importante e utilissima per l’avvio del re­parto.

Ci siamo inoltre impegnati a sostenere e realizzare come Regione Puglia alcuni dei pro­getti trovati dalla mamma sul computer di Nadia dopo la sua morte. È una cosa che la Puglia e in particolare Taranto deve a Nadia Toffa. Cercheremo di sta­bilire delle relazioni con il sin­daco di Brescia, città di origine di Nadia che ha problemi simili a Taranto, con la famiglia Tof­fa e con gli altri sindaci d’Italia che hanno problematiche simili, per avviare progetti di collabo­razione».

Secondo Alessandra Marotta «dietro il nome di Nadia ci sono quelli di tutti quei piccoli ange­li che non ce l’hanno fatta ma hanno combattuto fino alla fine e di tutti quelli che stanno anco­ra combattendo».

1 Commento
  1. Fra 2 mesi ago
    Reply

    Ciao Nadia ,grazie per il tempo che ci hai dedicato e per la speranza che sei riuscita a infondere nei nostri cuori rassegnati .

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