Cronaca News

Sversavano liquami nei campi

Zio e nipote sono stati arrestati dai carabinieri

Un posto di blocco dei carabinieri - archivio
Un posto di blocco dei carabinieri - archivio

Sversavano liquami in campagna: arrestati zio e nipote. Devono rispondere di traffico illecito di rifiuti e di violenza privata. All’alba di ieri i carabinieri della Stazione di Torricella, con la collaborazione dei loro colleghi della Sezione Radiomobile della Compagnia di Manduria e della Stazione di Lizzano, hanno notificato provvedimenti restrittivi ad un cinquantottenne e a un ventottenne, entrambi di Lizzano.

Ordinanze di custodia ai “domiciliari” sono state emesse dal gip del Tribunale di Lecce il quale ha accertato i gravi indizi di colpevolezza raccolti dai carabinieri di Torricella in ordine ad attività di sversamento di liquami su vari terreni agricoli situati nei comuni limitrofi. Il provvedimento firmato dal giudice per le indagini preliminari scaturisce da una meticolosa attività investigativa posta in essere dai militari dell’Arma i quali hanno accertato che il 58enne, in qualità di amministratore, e il 28enne, in qualità di operaio della ditta che si occupa di servizi ecologici, a bordo delle autobotti per lo spurgo dei pozzi neri hanno effettuato lo sversamento illecito dei liquami, costituiti da reflui urbani, di provenienza domestica, su terreni delle campagne di Sava, Torricella, Lizzano e Fragagnano, arrivando anche a minacciare i proprietari. Zio e nipote dopo essere stati dichiarati in arresto, su disposizione dell’autorità giudizaria sono stati condotti presso le rispettive abitazioni

Nel fine settimana, invece, i carabinieri di Taranto avevano arrestato un uomo dopo aver rinvenuto un fucile nella sua abitazione. Erano stati i militari della Stazione Taranto Nord e del Nucleo investigativo del Comando provinciale a fermare il trentaduenne L. N., persona con diversi precedenti alle spalle per reati contro il patrimonio. L’uomo aveva nascosto all’interno di un box della sua abitazione, situata nel quartiere Tamburi, un fucile sovrapposto calibro 12 a canne mozze e con matricola limata. Rinvenute e sequestrate diverse cartucce caricate anche a pallettoni. Il trentaduenne era stato portato in caserma e, al termine delle formalità di rito, trasferito nella casa circondariale di largo Magli.

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