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Alunni maltrattati, la maestra nega

Il 27 gennaio requisitoria del pm e a giugno toccherà alla difesa e alle parti civili

Alunni maltrattati in aula
Alunni maltrattati in aula

Ha respinto le accuse la maestra arrestata dalla Polizia di Stato, due anni fa, per maltrattamenti ai danni di bimbi della scuola XXV Luglio. Nell’ultima udienza del processo è stata interrogata dal pubblico ministero, dal suo difensore, l’avvocato Egidio Albanese e dagli avvocati della parte civile. La maestra ha negato di aver maltrattato gli alunni. Per il 27 gennaio è fissata la requisitoria del pm. A giugno toccherà alle parti civili e alla difesa. La maestra era stata arrestata nel novembre del 2017 dai poliziotti della Squadra Mobile. Da giorni era tenuta sotto osservazione con riprese filmate all’interno della scuola materna .

Gli investigatori della questura avevano accertato quanto già in parte denunciato da alcuni genitori e segnalato dallo stesso dirigente scolastico. Gli agenti della Squadra Mobile l’avevano fermata con l’accusa di maltrattamenti ai danni dei propri alunni. La visione delle immagini videoregistrate e l’ascolto dell’audio, per circa 40 giorni, avevano consentito di accertare a più riprese spinte, schiaffi, strattonamenti, urla, facendo emergere incapacità nel gestire i piccoli durante l’orario scolastico e una totale assenza di un metodo educativo, mancanze cui la maestra, a giudizio degli investigatori aveva tentato di sopperire con aggressività e violenza, sia fisica che psicologica. Alcuni episodi di violenza erano stati segnalati dalle stesse sue colleghe e portate a con scenza degli inquirenti dal dirigente scolastico. “Importanti sono risultate pure le dichiarazioni rese dai genitori di due dei bambini che a causa del protrarsi delle condotte subite hanno manifestato per primi uno stato di disagio e malessere- aveva scritto in una nota la questura dopo l’arresto- nessuna delle condotte accertate è apparsa tesa in qualsiasi maniera ad educare i piccoli, i quali pure quando, subita una prima aggressione fisica, tentavano di riavvicinarsi alla maestra,cercando di essere in qualche modo consolati, venivano ignorati oppure afferrati con forza”.

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