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L’attualità del socialismo e l’incontro con il civismo

A Napoli il dibattito con Signorile e Martelli

Claudio Martelli e Claudio Signorile
Claudio Martelli e Claudio Signorile

Fra poco piu di un mese si celebrerà il ventennale dalla morte di Bettino Craxi. E Milano è pronta a dedicargli una via. L’occasione ha riacceso il dibattito sulla sua opportunità. In tanti ne hanno scritto in questi giorni, da Macaluso a Sgarbi a Cicchitto, contrastando i reduci di quella tradizione che dalle ceneri giudiziarie di Mani Pulite ancora prova a spiccare il volo nella speranza di poter rappresentare l’unica alternativa di governo a Sinistra. Ma l’ombra del revisionismo è offuscata dall’attualità del Socialismo.

Del resto “il bisogno di sogno di socialismo è un bisogno di civiltà, anzi, per dirla alla francese, di civilizzazione, non di partito”, è questo il manifesto su cui riannoda il filo quella tradizione che oggi a distanza di vent’anni resiste indomita al trasformismo di chi ha invece pensato di rincorrere il civismo con l’antipolitica. Mentre è dal rispetto delle rispettive identità che nasce La Federazione dei Civici, il luogo dove la politica incontra il civismo. E questo luogo è stato Napoli, sede di un dibattito organizzato dal Movimento Italia Mediterranea. Non potevano che essere Martelli e Signorile, i protagonisti di questa riflessione tesa non a celebrare un rito stantio, ma alla riconsegna del Socialismo alla contemporaneità in virtù del senso di modernità che ne è sempre stato propulsore. In sala non mancano i contributi per arricchire il dialogo: Giulio Di Donato, Marco Di Lello, Antonio Simeone, Raffaele Mastrantuono; Michele Pisacane. Come non sentirli attuali quando Salvatore Sannino ricorda come Craxi affrontò la questione immigrazione. Il tema non è peregrino dal momento che il dibattito è stato introdotto da un toccante filmato che scorre in rassegna i grandi leader del socialismo, Turati, Nenni, De Martino, Lombardi, e si chiude con l’immagine agghiancciante di Aylan, il bambino ritrovato morto sul bagnasciuga con la maglietta rossa dopo un naufragio al largo della costa turca.

La crisi del socialismo ha generato la crisi della ragione, questo è il teorema che dimostrano senza che nessuno sia in grado di confutare. Perche del resto l’imbarbarimento della classe dirigente, che segue quello dell’elettorato, è ormai argomento non più relegato alla discussione delle elite, e le piazze delle sardine ne sono l’ultima risposta. Ma dal nord la discussione va riproposta al mezzogiorno, raccordo di spinte propulsive. “La proposta di macroregione in realtà era nostra gia a quei tempi, lo chiamavamo mezzogiorno federato” racconta Signorile. La questione dell’identità socialista ritorna nelle parole di Signorile che la riconduce alla questione di una civiltà che ha improntato su di se gli ultimi duecento anni di storia della democrazia. Attraversando indenne persino la stagione del globalismo. Fenomeno che le socialdemocrazie hanno in un primo momento pensato di affrontare sposandolo col liberismo inseguendo quella che era la cosidetta Terza via di cui fu promotore Tony Blair, e che anche in Italia riscosse entusiasmo tra i piu disparati inseguitori alla D’alema. Ma anche alla luce di quella esperienza che i protagonisti di oggi intravedono invece nell’incrocio non con il liberismo, ma con il civismo, la porta aperta versa il futuro dell’attualità del socialismo. La riflessione non è campata in aria.

Non è un caffé tra filosofi e pensatori, ma l’incontro tra la politica e il fare bene le cose. Una politica di governo. In un’epoca senza governo e senza politica. E quindi la strada è tracciata, e la volontà di compierla anche. Il socialismo non è mai stato un club di pensatori. Quindi il primo esercizio di governo saranno le elezioni regionali in Campania. Non con Caldoro, che ha battuto la strada dei socialisti a destra. Perchè sulle note del video introduttivo, il sonno del socialismo ha generato mostri. E quindi non si può stare con la Lega. Il socialismo è civico. E sta a sinistra.

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