Cronaca News

Sgominate a Taranto due bande di ladri. Il video

Uno dei gruppi saccheggiava appartamenti dopo aver preso documenti dalle auto delle vittime

Il capo della Mobile Carlo Pagano
Il capo della Mobile Carlo Pagano

Nella rete della Polizia due bande specializzate nei furti in appartamento e di moto. Gli agenti della Squadra Mobile hanno notificato provvedimenti restrittivi ai componenti di due gruppi dediti l’uno ai furti in abitazione (nove i colpi messi a segno tra Taranto e la provincia), l’altro ai furti di moto di media e grossa cilindrata (otto gli episodi contestati). Per i furti in appartamento arrestate due persone di origine barese (un complice è invece indagato a piede libero).

L’attività di indagine, condotta dagli agenti della sezione Reati contro il Patrimonio della Squadra Mobile è stata avviata dopo alcuni furti in abitazione avvenuti nel capoluogo jonico e a Grottaglie e Leporano tra la fine del 2018 e i primi mesi del 2019. Grazie a riprese filmate e all’analisi dei tabulati telefonici, gli investigatori diretti dal dott. Carlo Pagano hanno incastrato i tre ladri i quali hanno portato via, dall’interno delle autovetture delle vittime, macchine parcheggiate nei pressi dei centri commerciali, documenti dai quali era possibile individuare gli indirizzi dei proprietari, nonché le chiavi delle loro abitazioni, per poi introdursi negli appartamenti e impossessarsi principalmente di denaro monili in oro e, in alcuni casi, anche di diamanti. Un meccanismo ben oliato e attuato con sistematicità. Il pericolo della reiterazione, tenuto conto che i ladri hanno operato in passato proprio nel periodo a cavallo delle festività natalizie, quando cioè l’afflusso di clienti presso gli esercizi commerciali della grande distribuzione è più intenso, ha reso necessaria l’applicazione della custodia cautelare in carcere. Nella seconda operazione sempre gli agenti della Squadra Mobile hanno individuato gli autori (un maggiorenne e due minorenni, tutti tarantini) di furti di ciclomotori (Piaggio Liberty, Vespa, Medley) e moto di media e grossa cilindrata (Honda SH 150, Bmw G5 1200, Bmw 650, Suzuki SV 650).

Le indagini avviate dopo furti avvenuti nel capoluogo jonico nei mesi di agosto e settembre hanno potuto contare sulle immagini dei sistemi di videosorveglianza e sulle foto pubblicate su Facebook e Instagram dagli stessi autori dei colpi. I ladri, infatti, si facevano fotografare, in alcuni casi, proprio a bordo delle moto di grossa cilindrata rubate. La Squadra Mobile nel corso delle indagini ha sequestrato arnesi da scasso e alcune delle moto rubate. Gli investigatori hanno accertato che i ladri raggiungevano a bordo di moto i luoghi in cui mettere a segno i furti, quindi scavalcavano i muri di recinzione dei cortili e in pochi minuti uscivano passando dai cancelli (che provvedevano a forzare con l’uso di cesoie) “trascinando” le moto, spingendole a mano oppure salendovi a bordo e ripartendo spinti dai loro complici in sella ai loro mezzi. Nel settembre scorso i “Falchi” della Squadra Mobile, percorrendo via Mazzini avevano notato due dei sospettati a bordo di una moto Honda SH 150. Appena si sono accorti della presenza della Polizia, i due si sono dati alla fuga. Successivamente hanno abbandonato la moto e hanno proseguito a piedi tentando di nascondersi all’interno del bagno di una sala giochi situata nelle vicinanze. Sono stati poi raggiunti dai poliziotti in borghese controllati e identificati. La moto abbandonata in strada aveva il nottolino danneggiato ed era stata rubata qualche giorno prima. Circostanza che è valsa ai due anche l’accusa di ricettazione. Nei confronti dell’unico maggiorenne è stato disposta la custodia in carcere, mentre nei confronti degli altri due l’accompagnamento presso l’Istituto Penale Minorile di Bari.

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