Cronaca News

La sfida: cultura e periferie

L’assessore comunale all’urbanistica Augusto Ressa

Augusto Ressa
Augusto Ressa

La sorpresa è che, a dispetto della percezione co­mune, dal punto di vista cultu­rale Taranto vive un momento di buona vivacità. Il dato è emerso al “Creative in Puglia” che si è tenuto giovedì 12 dicembre al Pa­lazzo Amati, nell’ambito del pro­getto Ketos.

«In Puglia – spiega l’assessore all’urbanistica Agusto Ressa, che ha partecipato all’evento in rappresentanza del Comune – ab­biamo una crescita delle imprese culturali superiore alla media na­zionale. Bari, secondo i dati del 2017, è al di sopra di tutte le altre città per spesa e impegno, ma c’è da dire che già da diversi anni Bari si è mostrata attenta allo svi­luppo culturale.

E Taranto?
Siamo una bella sorpresa: nel­la graduatoria nazionale siamo al decimo posto, su 106 provin­ce, per la crescita delle imprese culturali. Questo dimostra come Taranto stia puntando su settori diversi da quelli tradizionali per disegnare il suo sviluppo. E la spinta verso le attività culturali è proprio uno dei punti di forza di questa amministrazione.

Le imprese che investono in at­tività culturali fanno sperare in una inversione di tendenza ri­spetto ai tanti giovani che van­no via da Taranto perché altre realtà sono molto più attrattive.
Certo. Le imprese culturali sono imprese giovani, creative. Il no­stro obiettivo è proprio quello di trattenere qui i nostri ragazzi, i nostri talenti, senza lasciare che si disperdano nel resto d’Italia o del mondo. Non è facile, ma que­sto è il traguardo al quale puntia­mo. Abbiamo già un simbolo di questa inversione di tendenza. Un tarantino celebre che… stiamo fa­cendo tornare.

A chi si riferisce?
A Giovanni Paisiello. È il no­stro simbolo, il primo talento eccellente costretto a partire da Taranto. Ha girato il mondo con successo: Napoli, Russia, Parigi… per poi tornare a Napoli. A Ta­ranto non tornerà più. Noi invece vogliamo in qualche modo ripor­tarlo nella nostra terra grazie al recupero di Casa Paisiello. E con lui vogliamo che tornino i tanti nostri giovani costretti ad andare via dalla nostra città.

Come verrà utilizzata Casa Paisiello, in Città Vecchia?
Disponiamo di un intervento fi­nanziario di 800 mila euro: 500 della Regione e 300 del Comune. Il progetto prevede che al piano terra trovino spazio caffetteria e bookshop, ai piani superiori sarà allestita una storia di Paisiello seguendo le tappe della sua vita artistica. Avremo anche una col­lezione di cimeli, una collezione privata che ci sarà ceduta. All’ul­timo piano avremo la sala della musica per una quarantina di po­sti e sala prove. Lungo il percorso sarà possibile ascoltare le compo­sizioni di Paisiello.

Una città non immagina il suo futuro se non anche attraver­so il suo assetto urbanistico. La città si disegna in base alle prospettive che si vogliono co­struire, anche quelle culturali. Da assessore all’urbanistica, quale città state pensando di disegnare?
Innanzitutto stiamo immaginano una città. Abbiamo tanti luoghi che non hanno una identità. Pen­so a quartieri costruiti con mo­dalità dissennata: Salinella, San Vito, Paolo VI. Bisogna ricreare unità tra questi quartieri e il resto della città. Come? Con iniziative immateriali che portino in quei luoghi teatro, musica, cinema, cultura. Poi ci sono gli interventi materiali: i collegamenti da rea­lizzare attraverso il Piano della Mobilità per incentivare l’uso dei mezzi pubblici, delle biciclette, le metropolitane d’acqua. Ma non tutto si può fare dall’oggi al do­ mani.

I quartieri di periferia hanno bisogno di essere rivitalizzati portando lì funzioni e contenu­ti.
Certo. La rigenerazione urbana serve proprio a questo, parten­do dalle richieste di chi in quei quartieri ci abita. Un passaggio, questo, già fatto nella stesura del Documento programmatico pre­liminare. I quartieri di periferia hanno bisogno di luoghi di cultu­ra dove le persone possano incon­trarsi e avere scambi costruttivi.

Un quartiere simbolo è Paolo VI: nato con una precisa iden­tità, al servizio dei dipenden­ti Italsider, è andato via via espandendosi e sfilacciandosi. Come si recupera un quartiere di questo tipo?
Devo dire che ho scoperto questo quartiere da poco, non lo cono­scevo e avevo pregiudizi. Oggi trovo piacevole passeggiare in un quartiere così ricco di verde. Ho notato aspetti persino commo­venti per l’attenzione e la cura di alcuni suoi angoli da parte di chi ci abita. Abbiamo un progetto: ospitare ragazzi di altri quartieri in una serie di incontri che pos­sano far comprendere alle nuove generazioni la complessità della città. Vogliamo realizzare questi scambi per far conoscere l’anima dei diversi quartieri di periferia.

Il timore: la costruzione dell’o­spedale San Cataldo – ammesso che si riesca a costruirlo davve­ro – sulla strada per San Gior­gio può essere una testa d’arie­te per sfondare ulteriormente i confini di una città già smisu­ratamente dilatata?
L’ubicazione dell’ospedale non è stata una scelta di questa am­ministrazione. Il Documento programmatico preliminare per il nuovo Piano urbanistico dice chiaramente che non si potrà andare oltre la parte già costrui­ta. Non ci sarà altro consumo di suolo, per intenderci. Il Piano at­tualmente in vigore prevede però spazi ancora edificabili.

Quindi dobbiamo sperare che il nuovo Piano venga approvato in fretta. Tempi?
Si parte a gennaio con le attività successive al Dpp. Ce la faremo entro il mandato di questa ammi­nistrazione.

Enzo Ferrari
Direttore responsabile

1 Commento
  1. Fra 1 mese ago
    Reply

    Secondo me lei non ha mai fatto il giro della città e a meno che non abbia una bacchetta magica ,non potrà fare molto per niente ,sembra che le promesse « politiche « siano la causa dell’intolleranza collettiva ,siamo stanchi di tipi seduti su comode poltrone che la mattina si alzano per prenderci per i fondelli ,continuate ad essere ridicoli . Comunque ci lasciate senza parole ,che fortuna che potete prendere un bellissimo stipendio senza dare il giusto contributo alla città. Ammetto che le parole dette hanno un peso ,ma solo per chi non vi conoscesse ,noi ormai abbiamo la sacca piena delle vostre balle ,pensando che anche Nek finirà il suo tour a Bari e Lecce ,e a Taranto ?neanche Zappulla verrà ,che immagine date di una città avvolta dalle tenebre ,il ponte delle 4p un mese acceso e due spento,il capolavoro arronzato di Ponti spento come se fosse morta ,i marciapiedi sfondati dalle radici di viale Grecia e poco magna ,con i suoi alberi stile baobab del piccolo principe ,strade provinciali e comunali alla mercede della provvidenza ,spazzatura che stramazza da tutte le parti ,di cosa o di quale città parlate? A si certo di Bari .. propongo al nostro presidente ,visto che ha nel cuore Taranto ,di presentarsi alle comunali e di fare il nostro sindaco ,sono sicuro che faremo tutto ciò che si sono inventati questi .. provare per credere ..

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