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Cultura, Taranto si candida a “Capitale italiana” 2021

Rinaldo Melucci
Rinaldo Melucci

Il capoluogo ionico si candida a capitale italiana della cultura 2021. Lo annuncia il Comune.

«Diversificazione produttiva, svolta green e urbanistica, risorsa mare e cultura, quest’ultima intesa nel senso più ampio e pragmatico del termine, questi sono i pilastri della nostra programmazione, questa la cura per Taranto che torna ad avere una visione chiara di futuro». A parlare è il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci. «Per questo riteniamo che i segnali positivi di rinascita che, al netto delle vicende della grande industria, già si percepiscono in città, vadano ulteriormente sospinti da eventi evocativi, capaci di rinobilitare l’immagine di Taranto e consolidare la sua attrattività. Con questo spirito abbiamo manifestato il nostro formale interesse al Mibact verso il procedimento di selezione per il conferimento del titolo di “Capitale italiana della cultura” per l’anno 2021» continua il primo cittadino: «Abbiamo ormai le carte in regola per queste sfide, siamo sicuri che l’intera comunità ionica ce la metterà tutta per raggiungere il risultato finale. Ora tutti al lavoro con entusiasmo sul dossier da depositare nel prossimo mese di marzo».

La capitale italiana della cultura è una città designata ogni anno dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e scelta da una commissione di sette esperti nominata dallo stesso ministero che, per il periodo di un anno, ha la possibilità di mettere in mostra la sua vita e il suo sviluppo culturale. Il titolo di “Capitale Italiana della Cultura” è conferito per la durata di un anno e la Città vincitrice riceverà un milione di euro. Negli anni precedenti il titolo è stato assegnato alle Città di Cagliari, Lecce, Perugia, Ravenna e Siena nel 2015; Mantova nel 2016; Pistoia nel 2017, Palermo nel 2018. Il titolo non è stato attribuito per il 2019 mentre, per il 2020, è stata designata Parma. Nata nel 2014 a seguito del “Decreto Cultura” e della proclamazione della città di Matera a capitale europea della cultura 2019 – che è slegata dalla capitale italiana – l’iniziativa ha, tra gli obiettivi, quello di “valorizzare i beni culturali e paesaggistici” e di “migliorare i servizi rivolti ai turisti”.

Intanto domani, mercoledì 18 alle ore 10, a Palazzo di Città, il sindaco Rinaldo Melucci e la direttrice del Museo MarTa Eva Degl’Innocenti firmeranno, alla presenza della stampa, un importante protocollo d’intesa fra il Comune di Taranto e il museo, grazie al quale, per la prima volta, sarà avviata una stretta e costruttivo collaborazione fra il MarTa e l’amministrazione comunale. Oggi poi si riunirà il Tavolo Istituzionale Permanente del Contratto Istituzionale di Sviluppo (CiS), istituito per attuare gli interventi funzionali a risolvere le situazioni di criticità ambientale, socioeconomica e di riqualificazione urbana, riguardante la città e l’area di Taranto. La riunione farà il punto sullo stato dei fatti del lavoro svolto sinora, verificando altri progetti da inserire nella programmazione. Successivamente, nella riunione già calendarizzata per il 17 gennaio, si provvederà a far ripartire le azioni per accelerare la spesa, tracciare il nuovo quadro di sviluppo e affiancare progetti di valorizzazione dei settori economici tradi zionali esistenti.

«Il Ministero istruirà un informativa per accelerare l’avanzamento e la spesa dei progetti in corso e quelli ancora da cantierizzare e proporrà i nuovi interventi, l’individuazione delle nuove linee finanziarie da attivare, e le misure da deliberare» dichiara l’assessore regionale Cosimo Borraccino. «Nelle more, si è riunito il Tavolo Tecnico, che ha esaminato lo stato dell’arte dei progetti già presentati e suddivisi in tre macroaree: “Taranto nuova”, “Taranto attrattiva” e “Taranto sana, sicura, sociale”. Il Tavolo 1, “Taranto Nuova” segue l’azione per il recupero urbano della città vecchia, già in fase di realizzazione, e per il Borgo. Essa, trasmessa con decreto Mibac che ha sbloccato 90 mln di euro, è articolata in: progetti già finanziati con il Decreto Bonisoli per 60 mln (tra questi: il recupero del Palazzo degli Uffici di proprietà comunale, che include nuovi spazi per il MArTa); progetti da finanziare con decreto ad hoc (restanti 30 mln di euro) per il restauro del Ponte girevole, la valorizzazione del Castello Aragonese, un progetto per la valorizzazione turistico-culturale dell’Arsenale; la rigenerazione del quartiere Tamburi. Inoltre sono al vaglio altri progetti: nuovi interventi per il Palazzo Frisini, quale sede del costituendo Tecnopolo, per il quale si auspica l’inserimento nella Zes assieme all’area di Porta Napoli e alle aree Sin. Il progetto sul Tecnopolo, per lo sviluppo sostenibile, all’attenzione anche del Tavolo 2 “Taranto attrattiva”, un’azione già avviata, finanziata con 9 mln di euro in 3 anni e per la quale verranno richiesti ulteriori 12 mln di euro, poiché inserita anche nel piano industriale.

Nel Tavolo 2 previste azioni per l’internazionalizzazione; l’azione per la Zes ionica che si interseca con quella del distripark in corso di istruttoria con il Cipe per investimenti di circa 12 mln di euro;il progetto Agromed a carico sempre del Cipe che sta per sbloccare 9 mln di euro; progetti per interventi nel quartiere Salinella, che sarà teatro dei Giochi del Meditarraneo.Sono in corso delle trattative dell’Autorità portuale con un gruppo cinese per gestire l’area ex yard Belleli. Inoltre abbiamo avuto conferma della istituzione della zona franca doganale per Taranto». «Il Tavolo 3 “Taranto sana, sicura e solidale” si sta occupando invece di iniziative come la bonifica e la realizzazione della Città della Scienza – Planetario di Taranto» dice Borraccino.

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